Martedi 6 Dicembre

NBA, caro Kevin (Durant) ti scrivo: da oggi hai perso il mio rispetto

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Caro Kevin Durant ti scrivo la mia delusione, come quella che sono sicuro stia provando ogni tifoso dei Thunder, davanti a quella che oggi è ufficialmente la tua resa

Caro Kevin,

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ti scrivo perchè ho appreso insieme a tutto il mondo la tua decisione di firmare per i Golden State Warriors e non posso che esserne deluso. Non perchè io sia un fan dei Thunder, non perchè io odi i Warriors, ma perchè quest’oggi hai firmato la tua resa. Oggi hai dimostrato a tutti il perchè sei stato etichettato come “eterno secondo“, perchè nei momenti che contavano hai fatto “solo” una grande partita, quello che ogni grande giocatore farebbe, ma non hai messo “quel qualcosa in più” che ti permette di fare l’impresa.

Le piu' belle immagini di sport del 2014 dell'agenzia ZumaPressNon è stata solo sfortuna, da oggi lo sappiamo, è stato un tuo limite. E io personalmente, alla tua sfortuna ci avevo anche creduto. Nel 2011 i tuoi 40 punti in gara-1 della Finale di Conference sono stati sensazionali devo ammetterlo, peccato aver incontrato un Nowitzki da 48 punti e da 24/24 dalla lunetta (il qualcosa in più), che ha guidato i Mavericks (poi campioni NBA) alla vittoria della serie. Ci avevo creduto nel 2012 quando solo LeBron James (“il di più” fatto persona) si è messo fra te e l’anello. Ti ho dato fiducia nel 2013 quando forse l’addio di Harden ha scombussolato i piani della squadra.

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Nel 2014 gli Spurs di Kawhi Leonard (che ha quasi barattato una forma di autismo per “il di più”) erano davvero difficili da battere, e l’anno successivo praticamente non l’hai giocato, lo capisco. Quest’anno ti sei quasi preso la tua rivincita, portare i Warriors di Steph Curry a gara 7, le tue parole a caricare l’ambiente, quel “non pensiamo di essere inferiori o abbiamo già perso in partenza“, quella voglia di levarti l’etichetta di eterno perdente.

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Tutto è sfumato solo a causa di Curry (che è il termine di paragone del “qualcosa in più”), ma per quanto mi riguarda, sei uscito dal campo a testa alta, con una squadra che finalmente stava prendendo forma, con un Westbrook che ormai è quasi un top player e con Ibaka e Adams a dare una grossa mano. Un gruppo che l’anno prossimo avrebbe fatto faville, con te come sempre al comando. Ma non sarà così. Te ne sei andato da vigliacco, hai lasciato i Thunder nel loro momento migliore e dopo di te anche Ibaka (tradato a Orlando) e magari anche Westbrook da free agent l’anno prossimo, contribuiranno a sgretolare OKC.

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Non voglio nemmeno parlare di una questione di soldi, sono sicuro che la tua vera motivazione non sono i 54.3 milioni che prenderai in due anni, tu vuoi solo vincere. Quello che mi fa rabbia è che hai preferito la strada più facile per raggiungere la gloria, firmare con la squadra che presenta il quintetto più forte della Lega. I Warriors dei record erano quasi imbattibili senza di te, adesso lo saranno quasi sicuramente. Loro fino adesso, per vincere, hanno fatto a meno di Kevin Durant, tu non potrai mai fare a meno di loro. La beffa più grande è che forse farai incetta di titoli, ma resterai sempre l’eterno secondo, dietro il ragazzo con il 30 sulle spalle.

ZumaPress / LaPresse

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In bocca al lupo Kevin, da oggi sarai un fenomeno come tanti per me, da oggi hai perso un fan, al di là dei colori e della bandiere: non credo pù alle favole, alla sfortuna, alle nuove possibilità. Oggi ti sei arreso, oggi hai perso il mio rispetto.