Lunedi 5 Dicembre

MotoGp, le rivelazioni di Stoner: “non sarò il coach di Lorenzo, e su Valentino Rossi…”

LaPresse/Alessandro La Rocca

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Casey Stoner rivela quello che sarà il suo ruolo in Ducati, soffermandosi anche su Valentino Rossi

L’entusiasmo generato dal World Ducati Week di Misano ha impressionato favorevolmente per attaccamento e fedeltà ad una casa storica del motociclismo italiano. I vertici del team di Borgo Panigale non si aspettavano così tanta affluenza di persone, le quali hanno affollato le tribune del circuito di Misano.

lorenzo e stoner Un affetto generato anche, e soprattutto dalla presenza di Casey Stoner, vero e proprio idolo del popolo in rosso, che ancora spera in un ripensamento del canguro mannaro. “Non ho la smania di correre – commenta proprio Stoner ai microfoni della Gazzetta dello Sport – nel 2012 non sopportavo più la tensione, le facce preoccupate, la pressione. Onestamente non ho intenzione di tornare. Il punto non è che io sia competitivo come ho dimostrato a Misano. Non cambia nulla, anche quando mi sono ritirato ero competitivo”. Sul suo ruolo all’interno del team Ducati, Casey Stoner sottolinea: “il mio compito è far migliorare la Ducati, per questa e soprattutto per la prossima stagione.

LaPresse/Simone Rosa

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Non è che avremmo potuto fare qualcosa di meglio, è che ci meritiamo molto di meglio. In Qatar avremmo dovuto fare due podi. Lo stesso in Argentina. Non siamo stati fortunati, soprattutto con Dovi che senza tutti i guai che ha avuto sarebbe in lotta coi primi. Ma le corse sono cosi. Continuiamo a lavorare duro, i risultati arriveranno”. Sull’arrivo di Lorenzo, poi, il canguro mannaro chiosa: non sarò il suo coach, come qualcuno dice. Lo aiuterò a capire la moto. Gli servirà un po’ per adattarsi, e forse anche per adeguarsi al sistema di lavoro che è diverso da quello dei giapponesi. Ma non sarà tanto tempo: è già stato in Derbi, alla Honda, in Aprilia, ed è andato forte ovunque”. Infine, Stoner non poteva non soffermarsi su Valentino Rossi: “non è troppo vecchio. Perché se il fisico è a posto non si è vecchi a 37 anni. Ci sono maratoneti che vincono a 40. E non è vero che i piloti danno il meglio prima dei 25, Doohan vinceva dopo i 30“.