Venerdi 9 Dicembre

Lo sbiadito Balo

LaPresse/Spada

Siamo già ai ricordi, per quello che era SuperMario e oggi è solo un bimbo fra i bimbi

Ammuffito, sbiadito, scolorito. Abbandonato e dimenticato, lì, in un angolo. Il campione è rimasto solo; tutto solo. Poteva essere, non è stato. Aveva le doti per diventare il “James Brown” del calcio italiano; si è purtroppo fermato a una triste copia da avanspettacolo d’antàn. Avrebbe potuto danzare con potenza sui verdi campi destinati ad essere calcati dai campioni; le sue foto d’oggi lo ritraggono invece bimbo fra i bimbi in uno scarno spogliatoio inglese. Mario ha smesso i panni di SuperMario.

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Non vuole più essere Super, solo Mario. Chissà. Adesso lo attende un periodo non facile per chi, come lui, era abituato a “ragazzate continue da prima pagina”. Lo attende l’oblìo, arma a doppio taglio, che può regalare un felice ritorno ad una vita carica di normalità, ma anche abissali cadute in infinite forme di depressione, per chi come Mario, era abituato a vivere sopra le righe di chiunque stesse al suo fianco. No more goals. No more tweet. No more post. È il tempo della resa. Ora di abbandonare creste e abiti d’oro, ora di ripensare alla propria vita e a quella di una figlia che aspetta un papà. È arrivata l’ora dei ricordi, Mario. Poteva essere, non è stato. Peccato.