Mercoledi 7 Dicembre

L’Europeo della noia

LaPresse/Spada

Sono sempre più noiose le partite di questo Europeo

La sensazione più diffusa provata nel corso di questi Europei di calcio che si stanno disputando in Francia, e che sono ormai avviati verso la fine, è stata la noia. Vera noia. Di quelle da far sbadigliare davanti allo schermo tivù, mentre i 22 in campo stanno giocando uno sport che si chiamerà pur sempre calcio ma che di emozionante non ha più niente. Non a caso, il ricordo più forte di questo campionato europeo non è un’azione di calcio, non è un dribbling, un’apertura, un passaggio, un goal. No.

MaxPPP

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La cosa che rimarrà scolpita come simbolo di questi Europei è il “geyser sound”, l’applauso corale ritmato dell’intero popolo islandese. Non c’è nulla di calcio giocato di qualità tale, anche solo a livello emozionale, da essere degno di rimanere nelle nostre memorie. Ammettiamolo: anche la partita che ci ha visti uscire, e che ci ha visti contrapposti ai nostri germanici nemici di sempre, nonostante i rigori, è stata di una noia mortale. Tatticismo esasperato. Aggressività imperante. Squadre cortissime.

Allo spettatore di tutto ciò importa fino a un certo punto. Ridateci Italia – Germania 4-3. Ridateci l’emozione, che è sintomo di vita e di passione. Lo spettatore medio di questo europeo assiste svogliato a partite che “minacciano” di proseguire verso i tempi supplementari, dove i tempi supplementari sono visti non come supplementari ma come supplizi. Se questo è il meglio del calcio europeo, lasciateci dire che siamo stati fortunati ad avere il “geyser sound”, almeno da quel suono unisono sono arrivate vibrazioni positive, e umane.