Sabato 3 Dicembre

La borraccia: temporanea ed eterna compagna del ciclista

LaPresse/Reuters

Viene spesso lanciata con stizza, ma è fondamentale per ogni tipo di ciclista

Sono la borraccia di un ciclista. Sono un oggetto che qualcuno definirebbe accessorio, se non mi conoscesse a fondo. Sono portatrice di liquidi: acqua, integratori, pozioni miracolose; io posso contenere di tutto. E all’occorrenza, restituirlo al mio campione. Sono la borraccia: colorata, allegra, attaccata al telaio. Posso essere “in accordo” coi colori della bici del ciclista oppure “una macchia di colore” che si staglia da tutto il resto.

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Io sono la borraccia: vengo presa e strizzata, dispenso acqua per abbassare la temperatura corporea e dare sollievo al ciclista, posso essere utile quando si ha bisogno di una “doccia immediata e improvvisata”, quando si ha un disperato bisogno di bere acqua per reidratarsi, quando si necessita di un rinforzo per sentir meno la fatica. Eccomi qui, sono la borraccia. Temporanea eppure eterna. Temporanea quando, finito l’uso, il campione mi butta, quasi con gesto di stizza, verso il ciglio della strada.

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Eterna perché, per fortuna, c’è sempre qualcuno, qualche appassionato, che da quel ciglio mi raccoglie, mentre sono senza vita, ridandomi senso e ragion d’essere, non lasciandomi più. Cambio bicicletta, a quel punto. Cambio abitudini, e cambio anche contenuti. Rimango sempre io, però. Non mi snaturo: resto pur sempre una borraccia. Sempre accanto, nei momenti di necessità. Sempre pronta a ri-fornire di ciò che ha bisogno lo stanco ed eroico ciclista. Sempre pronta a ri-dare vita. Sempre pronta a ri-farsi una vita. Ah, dimenticavo una cosa importante: sono una borraccia: so mantenere i segreti.