Martedi 6 Dicembre

Il mostro nerazzurro

LaPresse/Xinhua

Il difficile puzzle multietnico della nuova Inter

La testa è cinese. La faccia è indonesiana. Il cuore è milanese. Il cervello è marchigiano. Le gambe sono argentine. Cos’è? Il mostro nerazzurro! O meglio, il “puzzle” nerazzurro! Difficile da comporre, quasi impossibile mettere insieme i pezzi. Ce la faranno, all’Inter? Certo, al momento, la situazione appare perlomeno schizofrenica. La dirigenza è dichiaratamente cinese: poche parole, un piano strategico a noi sconosciuto, un arrivo improvviso ma non frutto del caso.

Spada/LaPresse

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La faccia è indonesiana: è quella di Erick Thohir, che rilascia comunicati a spron battuto, dopo essere passato per Milano senza lasciar alcun segno tangibile della sua presidenza “temporary”. Il cuore è milanese: nonostante quel che si dice, l’anima milanese e morattiana è ancora bel lungi dall’aver completamente abbandonato il palcoscenico nerazzurro. Il cervello è marchigiano: l’allenatore che dirige la banda è di Jesi, e pecca di vanità internazionale, pur non avendo ancora dimostrato di saper ben orchestrare gli elementi a disposizione, da lui selezionati.

LaPresse/Gerardo Cafaro

LaPresse/Gerardo Cafaro

Le gambe sono argentine: da sempre, da Zanetti a Banega per finire ad Ansaldi, l’Inter è una specie di “porto sicuro” e ben pagato per gli argentini che toccano la palla.
Ora: come mettere insieme un cinese, un indonesiano, un milanese, un marchigiano e un argentino senza che il tutto diventi una comica barzelletta?
Non resta che aspettare. E, nel caso, ridere.