Sabato 10 Dicembre

Il caso Schwazer e la provetta aperta

LaPresse/Claudia Fornari

Mentre sono in corso le controanalisi Donati parla di “persone che a Roma volevano far vincere qualcun altro”. Chi sono queste persone?

Sono iniziate le controanalisi. Immaginiamo cosa starà succedendo nei laboratori di chissàdove, dove chissàchi, in questo preciso istante, starà controanalizzando campioni per poter poi consegnare esiti che daranno il via a una ridda di commenti, fra i più coloriti e svariati, presumiamo.

LaPresse/Vincenzo Livieri

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Alex Schwazer è in attesa del verdetto. Dice di essere pulito. Noi gli crediamo. Soprattutto perché, a dire il vero, crediamo alle parole del suo attuale mentore: Sandro Donati. “Alex è l’identikit perfetto dell’atleta che si dopa, che tradisce l’allenatore. Potrei abbandonarlo e uscire da questa storia serenamente. Non accadrà mai!” Belle parole, Donati. Forti, decise, precise. Anche le sue riflessioni in merito alla provetta indagata sono lucide e affilate: “Dopo 5 mesi e mezzo, non si sa bene per la premura di chi, un campione di urina recante scritto Racines, Italia (il paese di Alex), viene ripreso in considerazione. La provetta in oggetto era, tra l’altro, aperta.

LaPresse/Fabio Cimaglia

LaPresse/Fabio Cimaglia

Sandro Donati sa cosa dire e a chi dire certe cose. Non a caso chiude i suoi pensieri ad alta voce sul caso con una frase sibillina: “A Roma, prima della gara vinta da Alex, persone con un ruolo importante mi dicevano di lasciar vincere qualcun altro.” Adesso, caro Donati, ci piacerebbe sapere anche i nomi di queste persone, altrimenti si tratta di omertà. Confidiamo in lei.