Venerdi 9 Dicembre

Ibra e le sue radici

LaPresse/Reuters

Ibra va al Manchester. Grazie anche alle sue radici: forti e orgogliose

Ibra va al Manchester. Lì si allenerà con Mou. I due hanno caratteri forti. Ci si aspetta di vedere scintille, in Inghilterra e non solo. Scintille che partono da lontano. Dalle radici. Siamo infatti abituati a parlare di Ibra sempre e solo per le sue espressioni da “duro”, delle sue frasi “provocatorie”, delle sue giocate “no limits”.

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E dei suoi contratti extra-ordinari. Eppure, se Ibra oggi è così, il motivo c’è. Anzi, sono due, i ci sono. Sono i suoi genitori. Anche loro personalità molto forti e molto presenti nella vita del giovane calciatore. Il padre, separato dalla madre, ha cresciuto Ibra nel migliore dei modi che conosceva, nonostante le sue ferite, aperte, provocategli dal dolore per la guerra nella sua patria natìa. Bosnia. Terminati i burrascosi rapporti con l’alcool e con il dispiacere, papà Ibra ha deciso di trasformare la sua casa in un ordinato museo destinato a conservare tutte le imprese sportive di Ibra figlio.

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Mamma Ibra, invece, e qui sta il bello, nonostante il figlio due quattrini in giro per il mondo li abbia messi in saccoccia, continua indifferente a lavorare, indefessamente, pulendo le scale di alcuni locali pubblici. Testa bassa, e pedalare. Con due genitori così, tosti e orgogliosi, che nascesse un Ibra come quello che conosciamo era la logica conseguenza. E così è stato. Non è sempre e solo questione di pallone, la vita.