Mercoledi 7 Dicembre

F1, Raikkonen ironico sul caso Verstappen: che frecciatina del finlandese

LaPresse/Photo4

Intervenuto all’incontro con la stampa, Raikkonen ha sottolineato come le sue lamentele non sono certo tese a ricevere dei favori in griglia di partenza

Dopo le emozioni del Gp di Budapest, non è ancora tempo di staccare la spina per i piloti di Formula 1 che, in questo week-end, tornano in pista ad Hockenheim.

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Sulle strade del tracciato tedesco si rinnova la sfida tra Hamilton e Rosberg, con il britannico che adesso deve difendere la leadership dal compagno di squadra dopo la vittoria raccolta in Ungheria. La Ferrari deve fare i conti con l’addio di James Allison figura importante all’interno del box di Maranello, ma Kimi Raikkonen, nel consueto incontro con la stampa, non ha voglia di analizzare questo tema: “premetto che non sta a me, che sono un pilota, prendere decisioni che riguardano la struttura del team. Non voglio essere coinvolto in questioni che non sono di mia competenza. Ho molto rispetto per James, ed anche per questo motivo non commenterò nulla su quanto accaduto. Per quanto riguarda la stagione, non voglio dare voti. Non siamo dove vogliamo essere, sia come team che per me stesso. Sappiamo dove dobbiamo migliorare, e sappiamo anche che non è così semplice. Ma daremo tutto per riprovarci, ci vorrà un po’ di pazienza, ma lavoreremo sodo per recuperare. Verstappen? Quello che è successo non si può cambiare. Il problema è che in ogni gara abbiamo commissari differenti, ed è umano avere un’opinione differente su certi episodi che vanno analizzati.

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Ci vorrebbe una visione più uniforme, un metro di giudizio stabile in tutte le gare. Quello che dico non è certo legato ad avere una posizione in più sulla griglia, ma ci vuole una visione più chiara nel rispetto delle regole, perché è difficile accettare che si possa aver rallentato in regime di doppia bandiera gialla ed aver ottenuto in quel giro la pole position. La regola è chiara: in quelle condizioni un pilota deve essere pronto a fermarsi. Quello che è successo non si cambia, ma in ottica futura abbiamo bisogno di maggiore chiarezza in merito“.