Mercoledi 7 Dicembre

Euro2016 – Donadoni, veleno sull’Italia: “basta discorsi. Ecco perché ho detto no alla Nazionale”

LaPresse/Massimo Paolone

Parole al veleno quelle dell’attuale allenatore del Bologna ed ex Ct azzurro Roberto Donadoni nei confronti del ‘sistema’ Italia

LaPresse - Massimo Paolone

LaPresse – Massimo Paolone

Donadoni, veleno sul ‘sistema’ Italia – Antonio Conte non è stato il primo ct a sentirsi “solo”. A Roberto Donadoni, sulla panchina azzurra dal 2006 al 2008, lo sfogo del tecnico salentino è suonato familiare “ed è questo che preoccupa perché è quello che pensai io a suo tempo e purtroppo le cose rimangono in una situazione di stallo“, riconosce ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno. Secondo Donadoni alla Nazionale non viene riconosciuta la giusta importanza, “non ci sono tutte le componenti che hanno voglia di fare qualcosa perché le cose migliorino e ci si ritrova a dire le stesse cose. Se si vuole pensare di cambiare o migliorare qualcosa, non si possono fare sempre le stesse cose, è un po’ il cane che si morde la coda: tanti bei discorsi che non vengono corredati da qualcosa di concreto, siamo sempre lì a spendere solo parole“.

LaPresse/ Fabio Ferrari

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Donadoni, veleno sul ‘sistema’ Italia – Se la situazione non migliorerà, anche Ventura incontrerà gli stessi problemi. “Quello della Nazionale non è solo un problema di spazio, se non hai gli strumenti puoi fare ben poco, è necessaria una programmazione perché il movimento e la Nazionale possano crescere. Il nostro limite è vivere di momenti, la tradizione andava bene 20-30 anni, ora bisogna ragionare in modo diverso. I giocatori forti guardano, oltre che all’Inghilterra, alla Germania perché è una nazione di sviluppo e questo grazie anche a quello che la nazionale tedesca sta facendo. Dobbiamo smetterla di fare solo bei discorsi, alla fine ogni presidente pensa che un giocatore è importante per il suo club e si sente dire che il settore giovanile e’ solo un mezzo per far soldi in maniera non proprio corretta“. Tornando a Euro2016, l’accoglienza riservata al rientro in Italia alla Nazionale di Conte è stata ben diversa da quella che ebbe otto anni fa quella di Donadoni “ma non mi sorprendo, la Nazionale di allora veniva da un Mondiale vinto e quello influiva sul metro di giudizio“.

LaPresse/Anastasi Davide

LaPresse/Anastasi Davide

Donadoni, veleno sul ‘sistema’ Italia – “Quella è storia, inutile fare troppi discorsi. La Nazionale ora è quella che è, ha cercato di fare un suo percorso, è uscita ai rigori come è successo alla Nazionale del sottoscritto anche se è lecito e corretto riconoscere che la Germania ha fatto qualcosa di più. Abbiamo tenuto testa con grinta e spirito di sacrificio e coesione, ma onestamente sul campo la Germania meritava qualcosa di più. Ci poteva stare poi di passare il turno e ce lo auguravamo, ora bisogna guardare avanti, c’e’ la necessità di lavorare a 360 gradi tutti quanti e far si’ che la Nazionale possa avere uno sviluppo migliore e superiore a quello di adesso“. E anche Donadoni e’ pronto a fare la sua parte: “il Bologna ha giovani interessanti che ancora non hanno capito bene quale potrebbe essere la loro dimensione e se io sarò bravo, ci potrà essere materiale valido per la Nazionale”.

LaPresse/ Fabio Ferrari

LaPresse/ Fabio Ferrari

Donadoni, veleno sul ‘sistema’ Italia – Donadoni, infine, confessa di essere stato vicinissimo a tornare alla guida della Nazionale. “E se dovevo ragionare in termini prettamente economici o di convenienza, avrei potuto dire di sì. Ma non sono fatto in questo modo e non mi piace. Alla fine e’ una grande responsabilità, devi dare conto a tutta una nazione, non me la sono sentita“. Per Donadoni, mandato via dopo l’eliminazione ai rigori per mano della Spagna a Euro2008, sarebbe stata una rivincita “ma io non voglio vivere di rivincite, voglio vivere di cose corrette e avere la coscienza di alzarmi il mattino e dire di aver fatto la cosa giusta. E ho fatto cosi’ una scelta diversa, anche perchè ho preso un impegno verso una società e un grande presidente ed è giusto andare avanti cosi’“. (ITALPRESS)