Domenica 4 Dicembre

Coraggio e imprudenza

LaPresse/REUTERS

Al Tour mancano il coraggio e l’imprudenza degli scatti del Pirata!

Inizia la tappa. E i corridori sono in gruppo. La tappa avanza, e il gruppo si allunga. Ad un certo punto, parte una fuga: la solita fuga che serve ai vari sponsor per ottenere un po’ di visibilità. Si fugge a turno, accordandosi prima. A ognuno il suo quarto d’ora di notorietà. Sono tutte fughe inutili, che non fanno male alla maglia gialla: sono fughe “finte”.

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Per questo, il resto del gruppo, le lascia andare. Non interessano a nessuno. I ciclisti che devono stare nelle retrovie non sono certo da biasimare, fanno il loro onesto lavoro. Come ordinato loro dalle scintillanti ammiraglie. E i campioni? Quelli che dovrebbero vincere? Cosa fanno?

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Nulla. Perché, nel frattempo, dopo la fuga concordata, quelli del team Sky si sono portati davanti a tutti e fanno l’andatura. Specialmente in montagna, imponendo un ritmo impossibile a tutti quelli che seguono. Così, di chilometro in chilometro, si arriva alla fine, con gli uomini neri al comando, la maglia gialla protetta, i possibili contendenti a inseguire.

Marco Pantani (16)Dove sono gli scatti a ripetizione del Pirata? Dove sono quegli occhi affamati di vittoria? Dove sono quei denti che spuntavano dalle labbra alla ricerca dello scatto vincente, come a mordere i rivali? Dove sono finiti quei continui allunghi a strappo, che facevano la differenza, che mietevano vittime, un tornante dopo l’altro? Dove sono finite quelle gambe che si alzavano sui pedali e preparavano brucianti saette che fulminavano gli avversari? Dove è finito il coraggio di osare? Dove è finita quella folle imprudenza che generava le imprese? Dove sono i campioni?