Sabato 10 Dicembre

Castan, un calcio al tumore: “ero morto ed ho visto l’inferno. Ecco il segreto della mia rinascita”

LaPresse/Daniele Montigiani

Leandro Castan racconta il dramma dell’operazione per rimuovere il tumore a cervello: “sono ripartito da zero, ma adesso ho forza doppia”

LaPresse/Daniele Montigiani

LaPresse/Daniele Montigiani

La rinascita di Castan –Ho visto l’inferno, la morte, ma ne sono uscito vivo, e ora non desidero altro che tornare a giocare”. Parole che escono dal cuore, quelle di Leandro Castan. Lui, la battaglia più difficile che la vita gli ha messo davanti l’ha già vinta e oggi da quel dolore trova la forza per ripartire: “per due giorni sono stato un ex calciatore perché quando mi hanno detto del tumore al cervello non volevo operarmi e avevo scelto di smettere. Poi il Professor Maira mi ha convinto e ho fatto questo passo grazie alla forza delle persone che mi sono state intorno incoraggiandomi, la mia famiglia prima di tutti”.

LaPresse/Alfredo Falcone

LaPresse/Alfredo Falcone

La rinascita di Castan – Oggi Leandro Castan, nuovo giocatore della Sampdoria dove è arrivato in prestito dalla Roma, racconta la sua rinascita in una lunga intervista rilasciata al Secolo XIX: “ho iniziato tutto da zero, come un bambino. Ho dovuto imparare a camminare, a muovermi,a stare in equilibrio. Passo dopo passo ho ricominciato a vivere. È stata una cosa terribile ma la cosa mi ha anche rafforzato,oggi ho forza doppia”. E un nuovo obiettivo: “i Mondiali del 2018 in Russia. Riconquistare la Nazionale sarebbe il massimo. Il ct oggi è Tite che mi ha fatto esordire in prima squadra nel Corinthians e insieme abbiamo vinto la Libertadores. Lui mi conosce, so che se torno al mio livello mi darà una chance”.