Domenica 4 Dicembre

Zinedine Zidane: timido genio, grande campione

Umile ed illuminante, efficacia bellezza ed eleganza unica. Zidane ha deliziato gli amanti del calcio con le sue giocate e con una classe fuori dal comune.

Zidane è l’unico giocatore per cui vale la pena pagare il biglietto” (Platini).

E noi il biglietto lo abbiamo pagato volentieri per vedere giocare uno dei calciatori più forti di tutti i tempi, molti hanno avuto la fortuna altri no ma grazie all’ausilio della tecnologia odierna e la facile reperibilità di contenuti i suoi ricordi resteranno vivi in ogni appassionato di calcio per moltissimo tempo…… Zizou è’ rimasto lì, dentro ai nostri occhi, sul campo a danzare con e sul pallone, movimenti sublimi  abbinati a forza e tecnica straordinaria, Zinedine Zidane è stato un moderno trequartista, fisicamente ben dotato con un’intelligenza tattica superiore alla norma, Zidane sapeva  “rendere le cose difficili una sciocchezza” così come affermoò Lippi in un’ intervista.

A noi piace ricordarlo in campo, perchè il culto di Zizou è nato in campo e durerà ancora a lungo…..adesso siede sulla panchina del Real Madrid e siamo sicuri di ciò che trasmetterà ai ragazzi che allenerà,  ci fidiamo di Zinedine Zidane perchè Zidane è parte della storia del calcio Zidane ha contribuito alla bellezza di questo sport, lo ha fatto con i fatti e non con le parole, siamo noi a domandarci se sia semplice per lui insegnare calcio e  come insegnarlo…..al Real Madrid ha già parlato….e lo ha fatto in campo così come ha sempre fatto.Zidane22 Timido, riservato, educato non ha mai amato la pressione e i rumors intorno al calcio. E’ stato sempre un ragazzo consapevole, ha saputo di esserte stato fortunato e di aver avuto la possibilità di guadagnare molto praticando uno degli sport più belli al mondo. Non ha mai amato le chiacchere soprattutto quando si gioca; “sono cresciuto sulla strada, giocando per divertimento e per impressionare gli amici, creando movenze solo mie. È lì che si imparano le cose più belle ed inimitabiliZizou faceva parlare il campo. Anzi erano di fatto i suoi piedi e le sue magie a parlare per lui. Era il suo modo di presentarsi. Il miglior modo per capire di che pasta era fatto.

Sempre a testa alta, nonostante la giovane età, prendeva per mano la sua squadra , il Bordeaux, con umiltà e con una facilità disarmante.  Abilità di un prestigiatore, il centrocampo la sua pista da ballo, aveva la soluzione giusta al momento giusto. Dettava i tempi alla squadra, saltava l’uomo con semplicità, e già per la  sua tecnica straordinaria, veniva già accostato ai grandi del passato, in primis, il connazionale  Platini. Poi i ricordi più chiari, per noi, di quando  il ragazzetto già un po’ spelacchiato, con una chierica da frate, arrivò a Torino nel 1996 tra grandi pressioni e grosse aspettative. Quel ragazzo non amava parlare al pubblico, non voleva ingraziarsi i tifosi con dichiarazioni e le sue esternazioni alla stampa erano ridotte a poche parole. Con i compagni si mostrava timido e riservato. “Era un fuoriclasse con mentalità da gregario, pacato, introverso. Lo dovevi stuzzicare per farlo reagire, e solo a quel punto era ben contento di scherzare con gli altri. La sua timidezza era evidente ma a volte si trasformava in furbizia e allora faceva scherzi o anche battute.Teneva tutto dentro, anche le tensioni prima di una partita: in apparenza era tranquillissimo”, ricorda Di Livio.fermo

Vince una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Italiana la Supercoppa Europea, il 24º scudetto bianconero e perde due finali di Champions League

A Torino soffriva, Zidane, perché sua moglie non si trovava bene, e alla fine se ne andò anche per quello, lasciando solo pochi amici, tra questi Pablo Montero, l’unico dei compagni con cui ha mantenuto contatti. Nel 2001 si trasferisce dalla Juventus al club spagnolo del Real Madrid. Il trasferimento di Zinedine Zidane rimase il più caro della storia del calcio. Florentino Perez pagò 150 miliardi di lire. Una cifra alla quale la Juventus non poté rinunciare. Zidane lasciava l’Italia  tutti gli sportivi si resero conto di perdere un protagonista,un fuoriclasse , un campione. Grazie a lui la Juve non solo vinse trofei su trofei ma grazie a quei soldi riuscì a riformare una rosa con calciatori del calibro di Buffon, Nedved e Thuram. Zizou è riopartito da Madrid e lo ha fatto con la stessa umiltà di sempre.

Ma Zizou in carriera ci ha spesso stupito con magie assolutamente impensabili. Anche in Italia-Francia nel  2006 Zidane stupisce tutti, spegne la luce e incorna Materazzi. Al momento nessuno capisce nulla nulla …….poi il replay! Zizou ha dato una testata al petto del giocatore Italiano……è finita la partita e la carriera del timido genio; molti esultano, altri imprecano….molti, come me riflettono….è l’ultima partita della carriera del fuoriclasse francese che aveva trascinato i blue in finale. Un gesto sconsiderato non nuovo nella sua carriera calcistica ma.. …Zizou così facendo ha deciso così di calare il sipario, ha deciso di farsi ricordare anche per quel gesto……o forse non l’ha deciso……Zidane-mondiali-germania-2006-e1397148843248ha semplicemente agito così come quando agisce danzando sul pallone….come quando fa segnare i compagni….cosi come accarezza e nasconde il pallone così come quando palcoscenici e teatri di tutto il mondo rimangono incantati con i suoi numeri e le sue magie.  Lo  abbiamo amato, ammirato e adorato, lo abbiamo fatto anche quella sera pensando per molto tempo a ciò che abbia spinto il fuoriclasse francese a compiere quel gesto………ma si sà……. nella vita è difficile conoscere la verità di un timido, grande umile Genio….. auguri zizou!!