Sabato 10 Dicembre

Tennis, Becker ammette: “io migliore come coach di Djokovic che come giocatore”

LaPresse/Reuters

Boris Becker scherza sul confronto fra la sua carriera tennistica e quella come allenatore di Novak Djokovic, poi analizza le possibilità di Nole per il Grande Slam

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È stato numero uno del mondo, conquistando sei titoli dello Slam (3 Wimbledon, 2 Open d’Australia e 1 US Open), ma Boris Becker non esita a dire che quel che sta facendo come allenatore mette in ombra quanto ottenuto da giocatore ora che il suo ‘pupillo’ Novak Djokovic è riuscito a sfatare il tabù Roland Garros. “Devo ammettere a me stesso che adesso sono ormai meglio come coach di quel che ero come giocatore“, ha dichiarato in un’intervista alla Bild l’ex campione tedesco, 48 anni, dalla fine del 2013 al fianco del tennista serbo che domenica è riuscito nell’impresa di aggiudicarsi consecutivamente i quattro Major (in due stagioni).

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Proprio la realizzazione del Grande Slam (impresa riuscita solo a Don Budge e Rod Laver nella storia del tennis maschile) è l’obiettivo che può inseguire il campione di Belgrado con il suo team in un 2016 che vede anche in calendario un appuntamento importante come le Olimpiadi. “Noi continueremo a lottare per questo traguardo – sottolinea ‘Bum Bum’ – Ho già prenotato i posti per Wimbledon. Del resto, siamo consapevoli che si tratta di un’opportunità storica. Senza dimenticare che anche i Giochi sono un obiettivo primario per Novak, è chiaro, ecco perchè anche io sarò pure a Rio per sostenerlo“.

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Secondo Becker, l’attuale dominatore del circuito maschile (29 anni) ha le potenzialità per superare il record di Roger Federer di 17 titoli Slam: “Certo ci sono tante partite da vincere…“, dice il tedesco, che poi si sofferma sulle principali qualità che lo caratterizzano come coach. “Penso di saper analizzare bene gli avversari e i match spiega Becker – come pure sono in grado di mettermi nei panni del giocatore per aiutarlo ad affrontare le differenti situazioni, a volte con Nole anche ricorrendo ad espressioni forti“. (ITALPRESS).