Domenica 4 Dicembre

Sliding Doors

LaPresse/Marco Alpozzi

A volte la realtà supera la finzione cinematografica. Zoff e l’Europeo

Sliding doors è un film. Un bel film. Un racconto cinematografico in cui l’importanza dell’attimo e della casualità vengono messe in risalto dalla descrizione del “poi”. C’è chi è convinto che è l’uomo con le sue azioni a dirigere il timone della vita umana. E c’è chi pensa che la vita umana sia già decisa e abbia già un “piano” da seguire. Noi non vogliamo prendere una posizione, ci limitiamo a raccontarvi un fatto che accadde agli Europei. E vi ricorderemo cosa successe a un uomo, a causa di quel che accadde.

ZOFFEra l’anno 2000. In molti erano convinti di essere da poco entrati nel futuro. Si giocavano gli Europei, come adesso. Si disputava fra Belgio e Paesi Bassi, negli stadi di queste due realtà geografiche. Allenatore della Nazionale Italiana è il portierone, Dino Zoff, uomo di calcio, grande campione, fino ad allora indiscusso e indiscutibile. L’Italia arriva in finale, e sino al 90’ è in vantaggio di 1-0 sulla seconda finalista, la Francia. Ma la partita finisce solo col triplice fischio dell’arbitro. Che non fischia al novantesimo. Così succede che al 4° minuto di recupero, la Francia pareggia. E nei supplemetari, complice la regola del “golden goal”, ecco che David Trezeguet, al termine di un’azione piena di “coindicenze irripetibili”, realizza la seconda e definitiva marcatura per i francesi, che vincono l’europeo. Ne consegue una dichiarazione di Silvio Berlusconi che attacca direttamente il c.t. Zoff, il quale si dimette 24 ore dopo le critiche ricevute. Da quel momento in poi la vita di Dino Zoff, eroico e imbattibile portiere di Juve e Nazionale, non sarà più la stessa. Così come la sua carriera, che subirà un fortissimo contraccolpo. Zoff, da quell’Europeo uscirà a pezzi. Colpa di qualche minuto di recupero, di una regola come il golden goal, di una critica piovuta da una nuvola che non doveva far cadere pioggia. Sliding doors, per l’appunto.