Martedi 6 Dicembre

Saviano shock: “la ‘ndrangheta tifa Juventus. Boss-tifosi gratis allo stadio”

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Saviano shock: lo scrittore, in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, svela dei legami tra alcuni ‘ndranghetisti e una parte di tifosi della Juventus

LaPresse/Piero Cruciatti

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Roberto Saviano torna a far parlare di sé. L’autore di Gomorra, da anni ormai in prima linea nella lotta alla Camorra, punta il dito contro la ‘ndrangheta e mette in risalto un particolare aspetto legato al mondo del calcio ed il legami che ne intercorro. Questo il testo integrale di un articolo pubblicato da Saviano sul suo blog personale dal titolo “Quei boss della ‘ndrangheta che tifano Juventus”:

LaPresse/Fabio Ferrari

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Se vivete a Torino vi invito a fare un esperimento: un sondaggio sulla percezione della presenza in città della criminalità organizzata. Nulla di più semplice, una domanda banale agli amici, ai propri genitori, ai loro amici, ai colleghi di lavoro: “Possibile che a Torino ci sia la ‘ndrangheta?”. Ci sarà chi potrà giurare che a Torino della ‘ndrangheta non c’è nemmeno l’ombra, e lo farà non perché negazionista rispetto a un fenomeno evidente, ma perché a Torino non si sparge sangue, non si muore per errore, per scambio di persona.

LaPresse/Piero Cruciatti

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A Torino – prosegue Saviano – le cosche fanno, o cercano di fare, solo affari. Solo affari e niente morti, sono la garanzia per “lavorare” indisturbati e per godere, altrettanto indisturbati, dei privilegi che il proprio “status” garantisce. A Torino la criminalità organizzata mostra il volto che spaventa meno e che è quasi impossibile da riconoscere. Eppure, a soli 16 chilometri da Torino, nel comune di Volpiano, il Reparto Operativo dei Carabinieri registra con microspie summit e incontri di ’ndrangheta che avevano luogo nel bar San Michele, dove si riunivano gli affiliati della potente locale di Volpiano. L’operazione si chiamerà proprio “San Michele” e darà luogo a un processo che si è concluso lo scorso dicembre con undici condanne per un totale di quasi quarant’anni di carcere. Incredibile no? Come potevate saperle queste cose, come potevate esserne a conoscenza se non appartenete alle forze dell’ordine, dove queste notizie girano, se non siete magistrati o avvocati? Se non vi ha incuriosito quella brevissima in cronaca il cui titolo diceva poco o nulla.

Foto LaPresse

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Un paese insospettabile del Piemonte, una locale di ‘ndrangheta che si riunisce per tentare la scalata ai lavori della Tav (non riuscendoci) e per architettare estorsioni ai danni della Setup Live, una società torinese che organizza concerti e gestisce la vendita dei biglietti (U2, Elisa, Emma, Rihanna) e che ha clienti importanti (Expo, Comitato Italia 150, Comune di Torino, il pastificio Garofalo, Juventus football club, L’Oreal, Mibact, Thanet, Philip Morris International, Slow Food). Da questo articolo apparso sull’Inchiesta, è possibile ricostruire il ruolo della Setup Live che è stata vittima di estorsione e a cui veniva imposto con minacce di consegnare a esponenti della ‘ndrangheta biglietti di eventi da rivendere al bagarinaggio, i cui proventi “erano destinati al mantenimento delle famiglie dei sodali detenuti”. Ma non è solo questione di affari, no. Perché i boss sono anche appassionati di calcio e tifano Juventus.

LaPresse/Federico Bernini

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Nelle pagine della sentenza San Michele – puntualizza Saviano – c’è un episodio riportato da un pentito che il giudice Maria Francesca Abenavoli ritiene affidabile: alcuni boss della ‘ndrangheta sarebbero partiti in aereo dalla Calabria alla volta di Torino per assistere gratis, allo stadio, il 5 aprile 2006 a Juventus-Arsenal. Come riporta Repubblica (qui articolo): «In quell’occasione un gruppo arrivato in volo dalla Calabria si presentò in un bar gestito da Giacomo Lo Surdo, capo del gruppo ‘Arditi’ (che ha patteggiato la pena per un episodio emerso a margine dell’inchiesta San Michele). “Fummo accolti – è il racconto – da un ragazzo che ci consegnò i biglietti in una busta. Non pagammo“». Ovviamente la Juventus Football Club non è responsabile di nulla e non era al corrente di nulla. Sento l’obbligo di sottolinearlo”.