Lunedi 5 Dicembre

Roma2024, Malagò-Raggi: lo scontro continua

LaPresse/Vincenzo Livieri

Il Presidente del Coni Malagò scarica la responsabilità al futuro sindaco se la candidatura di Roma2024 dovesse saltare. Secondo i dati raccolti, “il 77% dei cittadini è favorevole alla candidatura romana”

Il futuro sindaco deve prendere atto che la candidatura esiste da tre anni, non è stata inventata da un soggetto ma da un movimento di milioni di sportivi, supportato e concordato con le autorità locali e nazionali e col supporto morale del presidente della Repubblica. Deve portare avanti cose concordate prime: se non lo ritiene giusto o vuole cambiare deve mettere in atto provvidenti formali di cui si assumerà la responsabilità“.

Fabio Cimaglia / LaPresse

Fabio Cimaglia / LaPresse

Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, tornando sul tema della candidatura di Roma ai Giochi Olimpici di Roma 2024, diventando uno dei punti chiave del dibattito politico in vista del ballottaggio di domani tra la pentastellata Virginia Raggi e l’esponente del Pd Roberto Giachetti per la carica di sindaco della capitale. Secondo un recente sondaggio, ricorda a ‘Radio Anch’io’, su RadioUno, che il 77% dei cittadini è favorevole, il 21 lo è poco, il 56 molto. Le riflessioni non sono sulla candidatura in sè per sè ma sul tema della preoccupazione circa la gestione delle opere e la realizzazione degli appalti, in cui il Coni c’entra nulla e che sono a carico del comitato organizzatore, ammesso o non concesso che il Cio ci assegni i Giochi nel 2017

Per Malagò, poi, Roma2024 rappresenterebbe un “progetto a medio-lungo termine per la città“, perché “si tratterebbe di accelerare progetti pubblici già individuati e stanziati, che abbiamo recepito dal piano di sviluppo della città e dei servizi“. Il numero uno del Coni, infine, ribadisce l’impossibilità, a questo punto, di una consultazione referendaria sul tema Olimpiadi: “Non ci sarebbe alcun problema ma oggi, per realizzarlo, andremmo a ridosso della votazione finale. Meglio rinunciare, nessuno al Cio ti prende in considerazione seriamente se sei sub iudice. Avremmo dovuto farlo all’inizio e non solo non ho paura del referendum, ma magari si potesse fare. Se però si va a togliere credibilità alla nostra candidatura – conclude Malagò – allora non so che dire“. (ITALPRESS).