Domenica 11 Dicembre

Nole grande campione, Borg eterno campione: quale la differenza?

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La differenza fra “grande campione” e “eterno campione”: è la differenza fra Nole e Bjorn

Che cosa rende “eterno” un campione sportivo? Ce lo siamo chiesti ultimamente, prima nel momento della scomparsa di Muhammad Ali e quindi nel momento della vittoria di Djokovic a Parigi, che si sovrapponeva al sessantesimo compleanno di Bjorn Borg. Nole vince il Roland Garros e diventa “il più forte” ottenendo la sua vittoria più bella. E fin qui, tutto ok. Nessuno dice niente. 6 Australian, 1 Roland Garros, 3 Wimbledon, 2 U.S.
E chi ha il coraggio di parlare? Però. Però poi arriva la notizia che Borg, lo svedese di ghiaccio, compie 60 anni.

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E nella mente fa la sua comparsa l’immagine di Bjorn Borg, nitida, forte, cristallina, immutata nel tempo. Una fascetta colorata a tenere composti i lunghi capelli biondi, una sensuale barbetta appena accennata da “hipster” in anticipo sui tempi, lo sguardo azzurro e fulminante, il completino Fila a righe sottili a lui dedicato dall’azienda italiana, la tuta con quei colori rosso e crema accostati come mai fu fatto né prima né dopo, la sua racchetta di legno dal marchio Donnay che tanti colpi bimani tirò in tutto il mondo, e quella sua camminata caracollante e un po’ sghemba che lo portava da un lato all’altro del campo e poi a ritirare i trofei vinti.

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Improvvisa, l’immagine di Re Nole scompare, di fronte a Borg. È un’immagine slavata, quella di Nole, al confronto con Borg. Cosa resterà fra 30 anni di Djokovic? Probabilmente sarà solo un altro nome da statistiche per appassionati di matematica. Nulla più. Perché Djokovic è “solo” un grande campione di tennis. Mentre Borg è ormai entrato nella schiera dei campioni “eterni”. E per diventare eterni, essere solo grandi campioni non basta.
(Chiedere a McEnroe per eventuale conferma)