Venerdi 9 Dicembre

Nba, LeBron James e quel dolce ricordo di Alì: “senza di lui non sarei quel che sono oggi”

Lapresse / ZUMAPRESS

Nella conferenza stampa di vigilia di Gara-2 delle Nba Finals, LeBron James rende omaggio a Muhammad Alì

Una notizia improvvisa, che ha scosso il mondo, non sono quello della boxe ma anche quello composto da coloro che Alì lo hanno conosciuto ammirandolo in tv o solo sentito nominare. Una leggenda della storia ci lascia, in silenzio, al termine di una lunga malattia che lo ha messo ko come pochi altri nella vita c’erano riusciti.

LaPresse/PA

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È stato il più grande di tutti i tempi. E quello che ha fatto sul ring non c’entra quasi nulla” commenta LeBron James durante la conferenza stampa di vigilia di gara-2 delle Finals tra i suoi Cavs e i Warriors. Quasi un sermone quello del ‘Prescelto’, davvero toccato per la scomparsa di colui che viene considerato il simbolo degli afro-americani nel mondo. “Da bambino era uno dei miei idoli perché era un campione, ma all’epoca lo conoscevo solo per quello che aveva fatto sul ring. Quando ho cominciato a interessarmi alla storia dello sport e a quali atleti avevano aperto la strada a quelli come me, ho realizzato che era il più grande di tutti i tempi per quello che aveva fatto fuori dal ring. Sappiamo tutti quanto sia stato forte come pugile, ma è solo il 20% di quello che l’ha reso così grande. È stato quello che rappresentava: ha dovuto praticamente rinunciare al suo titolo ed è finito in prigione per quello in cui credeva. Si è opposto a tante cose, ha fatto sentire la sua voce in un periodo in cui per un afro-americano era difficile anche solo camminare per strada.

LaPresse/REUTERS

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Senza di lui io non sarei qui come atleta, non potrei entrare in un ristorante o andare dove i neri non erano ammessi. Quando un’icona come Muhammad Ali se ne va è davvero triste. Ma è anche gratificante sapere che c’è stato un uomo che ha sacrificato così tanto della propria vita sapendo che avrebbe reso migliore quella delle generazione successiva. Muhammad Ali è stato la prima icona, il merito è suo se anche in Cina oggi riconoscono la mia faccia. È il più grande di tutti i tempi e non c’entra nulla quello che ha fatto sul ringDevi averla dentro di te quella capacità di difendere i tuoi ideali a tutti i costi.

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Io non mi paragonerei mai ad Ali perché non ho mai dovuto passare quello che lui e la sua generazione hanno dovuto affrontare. Il mio compito è trasmettere l’eredità di quello che gli altri hanno fatto prima di me. A volte capita che alcuni grandi vengano apprezzati solamente da morti. Nel caso di Ali però, spero che siamo tutti stati in grado di apprezzare il suo valore da quando ha messo piede sulla Terra. E la sua eredità, quello che è riuscito a fare, vivranno per sempre. Ho avuto l’opportunità di incontrarlo qualche volta: ho scoperto un uomo forte, che nonostante la sua battaglia trentennale con la malattia riusciva a vivere, a fare quello che voleva, a trasmettere il suo messaggio“.