Domenica 4 Dicembre

NBA, “il Prescelto” spezza la maledizione: LeBron regala un sorriso a Cleveland dopo 52 anni [FOTO]

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Dopo 52 anni senza nessun titolo sportivo (in qualsiasi disciplina), LeBron James ha consegnato a Cleveland il titolo di Campione NBA 2016

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Quando ho lasciato Cleveland, sono partito per una missione. Volevo vincere dei titoli, e ne abbiamo conquistati due, ma Miami conosceva già questa gioia. La nostra città invece non la prova da tantissimo tempo. La cosa più importante per me è riportare un trofeo nel Nordest dell’Ohio“, ieri notte nella magica atmosfera della Oracle Arena un uomo ha mantenuto fede alla sua promessa. Quell’uomo è LeBron James.

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Il Prescelto si è finalmente consacrato spezzando una maledizione che aleggiava sulla città di Cleveland da ben 52 anni, portando i Cavs alla vittoria delle Finals 2016 grazie al successo in gara-7 per 89-103 sui Warriors. L’ultimo successo sportivo per la città dell’Ohio era datato 1964, anno in cui i Cleveland Browns vinsero il titolo NFL. Ieri notte, come in una favola, “il Re” ha liberato la città dal sortilegio di tristezza che la avvolgeva da mezzo secolo, riportando finalmente il sorriso sul viso dei suoi “sudditi”.

Le piu' belle immagini di sport del 2014 dell'agenzia ZumaPressRicalibrando l’ottica sul basket, il 23 dei Cavs ha regalato il perfetto esempio della parabola del “Figliol prodigo”. LeBron nella sua prima esperienza a Cleveland, nei 7 anni dal 2003 al 2010, pur giocando un basket eccezionale aveva deluso: era la grande speranza della città di Cleveland, dell’intero stato dell’Ohio, il ragazzino coccolato dall’età di 14 anni che doveva essere la stella assoluta, capace di fare incetta di titoli. E invece i Cavs e James erano rimasti a bocca asciutta: prima lo schiaffo nel 4-0 contro San Antonio nelle Finals 2006, poi la prestazione opaca di gara-5 contro i Celtics nel 2009 che sa di addio. Il volo per Miami è già pronto, li LeBron si sarebbe tolto l’etichetta di perdente di dosso: due titoli in 4 anni, una crescita esponenziale, la certezza di poter diventare uno fra i giocatori migliori di sempre e il sogno di ritornare a casa a compiere ciò che era rimasto in sospeso.

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Nel 2014 il ritorno ai Cavs che lo accolgono come il salvatore, o meglio come “The Chosen Oneil Prescelto: il suo carisma risolleva la squadra, la sua personalità mette a sedere anche l’allenatore, lo spogliatoio lo segue come un condottiero e i Cavs raggiungono le Finals. Solo uno Steph Curry versione aliena riesce a strappargli l’anello. LeBron però non demorde: salva ad una ad una le lacrime di quella notte, prepara la vendetta lunga una stagione.

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Quest’anno la storia si è ripetuta, ancora Steph Curry in finale, ancora Cavs contro Warriors. Questa volta però James è stato un uomo in missione, impossibile da fermare: 41 punti in gara-5, 41 in gara-6 e 27 in gara-7, per un totale di 109 punti, impresa mai riuscita a nessuno, hanno ribaltato il 3-1 dei Warriors trasformandolo in un 3-4 che ha regalato il primo titolo NBA a Cleveland. Serie ribaltata in trasferta, non succedeva dai Washington Bullets del 1978. Il pianto di LeBron a fine partita sa di liberazione, sembra essersi tolto un macigno che sentiva sul suo cuore, l’urlo fra le lacrime “Cleveland, questo è per te, ha fatto tremare tutta l’America.

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I numeri parlano chiaro: 3° titolo NBA, 3° trofeo MVP, 7ª tripla doppia in finale (27 punti, 11 assist e 11 rimbalzi), 208 punti in queste finals. LeBron si è finalmente consacrato: la leggenda parlava di un Re, Prescelto per spezzare l’incantesimo su Cleveland. Quel re è finalmente arrivato, ha il 23 sulle spalle ed è pronto a diventare il giocatore più forte della storia NBA: sua maestà LeBron James.