Sabato 3 Dicembre

Moto 2 – Tragedia Salom, Nieto: “è uno sport rischioso, non bisogna cercare colpevoli”

LaPresse/EFE

Pablo Nieto schietto dopo l’incidente di Salom e la sua tragica morte: per l’ex pilota non bisogna cercare colpevoli

Giornata di lutto ieri per la Moto Gp e tutto il mondo dello sport. Durante la seconda sessione di libere della Moto 2 al Montmelò un terribile incidente ha tolto la vita al 24enne Luis Salom. Il giovane spagnolo dopo la caduta è stato immediatamente soccorso e portato in ospedale, ma non c’è stato niente da fare.

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Salom è caduto, la sua moto ha sbattuto contro le barriere, precedendolo, e al suo arrivo, lo ha colpito. Una incredibile tragedia, a cui nessuno riesce ancora a credere e che ha scombussolato gli animi di tutti, dei cari di Salom, dei suoi amici, ma anche di tutti noi, che non lo conoscevamo personalmente, ma che lo vedevamo sfrecciare a bordo della sua moto ogni fine settimana.

LaPresse/Simone Rosa

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Una tragedia che fa soffrire tutti e che fa pensare molto: si poteva evitare? Secondo alcuni si, secondo altri invece, non bisogna cercare colpevoli e fare polemica. Tra questi c’è Pablo Nieto, direttore sportivo dello Sky Racing Team VR46: “ora cercano di trovare un colpevole, ma così facendo si girano le spalle al problema e non serve a nulla. Quello che bisogna fare ora è fare le condoglianze alla famiglia di Luis Salom, ovvero a coloro che stanno soffrendo più di tutti“, avrebbe dichiarato l’ex pilota come riportato su MundoDeportivo.

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Se i giovani piloti sono coscienti dei pericoli delle gare? Questo è uno sport rischioso, non bisogna cercare colpevoli. Negli ultimi anni abbiamo purtroppo visto che è così. I piloti sanno che stanno giocando con la propria vita, è sempre brutto sapere che se ne è andato un compagno o un amico. So che ci sono piloti che non vogliono correre, come Julian Simon“, ha concluso Nieto.