L’impresa di Nibali e il tifoso “molleggiante” di passione, nuovo simbolo del Giro d’Italia [VIDEO]

Passione e follia: basta vedere queste immagini del tifoso “molleggiante” per capire cosa significa ciclismo e l’importanza del Giro d’Italia

All’inizio si fa fatica a distinguerlo. All’inizio, è solo uno fra tanti. All’inizio è “folla”.
Ma ci vogliono pochi secondi perché quest’uomo, un “lui” qualunque, diventi l’emblema, il simbolo umano della passione per il ciclismo. Lui è di lato, sulla sinistra dello schermo, inizialmente è appoggiato al tronco di un albero con il braccio destro. Si mantiene in equilibrio, o almeno cerca di farlo, preparando se stesso all’emozione che lo aspetta, all’incontro ravvicinato con Vincenzo Nibali. Lui è lì da ore, che lo aspetta. Che aspetta di vivere questo momento. Durerà un attimo. Durerà una vita intera. Lui ha la sua bici accanto. E uno zaino rosso sulle spalle, che contiene tutto il necessario a un uomo per poter vivere un sogno. Eccolo. Che arriva. Il sogno. Lui lo vede spuntare, fra altri come lui, ebbri di gioia ed entusiasmo. E inizia, piano piano, a flettersi ritmicamente sulle ginocchia, come se il suo corpo stesse ricordando in automatico una danza ancestrale. Batte le mani una prima volta. Continuando a molleggiarsi sulle gambe. Poi batte le mani ancora. Applaude il suo campione.

LaPresse/ Fabio Ferrari

LaPresse/ Fabio Ferrari

Ed eccolo, Nibali. D’azzurro vestito, sbuca fra la folla colorata e assiepata. Lui, il tifoso, si dimentica di tutto. L’entusiasmo dell’attimo gli fa scordare ogni cosa. Si eleva e saltella. È l’apice. Lui e Nibali sono una cosa sola. Una cosa che rimarrà impressa per sempre nel suo cuore di ciclista. La passione prende il sopravvento sulla ragione. Infatti, un attimo dopo, perdendo l’equilibrio, lui scivola e cade. In terra. Questione di pochi centimetri. Lo vediamo crollare, scivolando verso la sede stradale. Mentre “Lo Squalo” se ne va, a velocità disumana, salendo verso Sant’Anna di Vinadio. Lui, pensiamo, sarà ancora a terra. Lo sguardo felice di chi ha visto il suo eroe, da vicino. Tanto vicino da fargli perdere ogni tipo di equilibrio. Tanto da vicino da rimanere scolpito in testa. Tanto da vicino da metterlo ko. Sono passati in tutto 7 secondi. Sembrano pochi. Ma 7 secondi di passione come questa valgono vite intere spese senza provare un briciolo d’emozione. Questo è il Giro. Questo è il ciclismo. Questa è la passione!