Mercoledi 7 Dicembre

Il Gattopardo e Ventura

LaPresse/Spada

La scelta incomprensibile di Ventura in Nazionale

Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. Parole tratte dal Gattopardo. Trite e ritrite come questa Italia, trite e ritrite come questa Federcalcio. Arriva Ventura, il nuovo che avanza. Scelta di Tavecchio. Non ci stupisce. Anzi, conferma. Conferma un malessere del pallone italiano e una voglia di ribattere sempre e soltanto gli stessi tasti. Ventura allenatore della nazionale.

LaPresse/Fabio Ferrari

LaPresse/Fabio Ferrari

Ventura è un brav’uomo, per carità. Ci chiediamo solo: è allenatore da Nazionale? E se Ventura è allenatore da Nazionale, come mai sino ad ora si è dato mandato ad Antonio Conte? I due allenatori sembrano bianco&nero, yin e yang, diavolo e acqua santa. Uno arrembante, condottiero, sempre sugli scudi. L’altro è moderato, morigerato, l’acqua cheta. Se credi o hai creduto in Conte, non puoi credere nel suo esatto opposto. Uno è bianconero, l’altro è stato il Torino. Basterebbe questo, a spiegare la condotta “inspiegabile” e la scelta “irrazionale” messa in campo dai vertici del pallone nostrano. Fabio Capello usava farsi pagare “un euro” in più del più pagato dei suoi giocatori, perché, diceva, se prendono più soldi di me, “come volete che mi diano retta?” Nel caso di Ventura non ci sono solo i soldi di mezzo a fare la differenza, ma anche l’esperienza internazionale, le vittorie, le conquiste, le conoscenze. Ecco, ci chiediamo: come si può fare una scelta del genere? e cercare al contempo di convincere ni italiani che “è la cosa giusta”. La risposta, forse, la sa il Gattopardo.