Lunedi 5 Dicembre

Il canto del cigno

LaPresse/Jonathan Moscrop

Un’immagine destinata a sbiadire, in soffitta. Peccato

L’immagine, a rivederla, mette brividi e compassione, contemporaneamente. È come un quadro, dipinto ottimamente ma appartenente al passato, ormai. È qualcosa di “andato”, un pezzo di storia. Qualcosa che fu. Eppure, all’epoca, quella foto di Mario Balotelli a torso nudo che si atteggia in una posa da Hulk, fece il giro del Mondo, colpendo tutti quelli che la videro. Era il 2012, solamente 4 anni fa. Sembrano pochi 4 anni, un battito di ciglia. Per Mario Balotelli 4 anni sono valsi una vita.

LaPresse/Jonathan Moscrop

LaPresse/Jonathan Moscrop

Nella foto di cui parliamo, ha appena segnato alla Germania nel corso degli Europei del 2012. Regalando così all’Italia allenata da Prandelli la finale con la Spagna. Mario è appena diventato SuperMario. È un eroe. È un ribelle. È fighissimo. Peccato che questa foto, questa immagine, questa posa, siano il canto del cigno di Mario Balotelli. Soltanto la partita dopo, la finale contro la Spagna, tutto sarà cambiato. Tutto sarà, col senno di poi, già finito. E questa foto di Balotelli rimarrà un quadro da incorniciare e mettere in solaio, a futura memoria, come una storia da raccontare ai nipoti perché evitino di fare gli stessi sbagli, gli stessi errori, le stesse cazzate.

LaPresse/Fabio Ferrari

LaPresse/Fabio Ferrari

Poteva essere, Mario. Non lo è stato. Non è riuscito a diventarlo. Si è passati dai problemi in campo a quelli extra-calcistici, per poi fare ritorno al campo da calcio. Avanti e indietro fra nazioni e club, sempre diversi: l’unico a restare sempre uguale, purtroppo, era proprio lui, Balo. Un SuperMario che ritorna in fretta Mario, che perde il ruolo di titolare per diventare riserva strapagata, per poi accettare di tornare a Milano grazie all’intervento di Mino Raiola, per uscire di scena, rigettato, once again, always him. Non c’è più niente da fare, cantava qualcuno. La foto di Balo-Hulk, lentamente sbiadirà, in soffitta, abbandonata. Resterà il rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato. Purtroppo, Mario, sembrano arrivati i tanto temuti titoli di coda. Arrivederci, cigno Balotelli.