Lunedi 5 Dicembre

Grazie LeBron James. Firmato Cleveland

LaPresse

Una lettera scritta da un campione, e dedicata alla sua città

E poi succede che piangi. Come è giusto e normale che sia. Quando fai quello che hai fatto tu, LeBron James.
Tu che figo lo eri già da tempo. Tu che le scarpe col tuo nome le avevi già. Tu che di contratti e soldi non avevi nemmeno più bisogno.

LaPrsse / Reuters

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Tu che avevi già vinto l’anello che ti fa entrare nella storia, non una, ma 2 volte, con la squadra di Miami. Poi succede che, come spesso succede ai campioni, ti guardi allo specchio e ti chiedi: cosa mi piacerebbe fare, adesso, dal profondo del mio cuore? E la risposta è lì, nascosta ma nemmeno più di tanto, proprio dentro al tuo cuore, proprio là dove l’hai cercata. Quindi addio mia bella Miami. E torno da te, amata Cleveland che mi hai visto nascere, soffrire e crescere. Torno dal primo e vero amore, per regalare a questa città che mi ha dato i natali qualcosa in cambio di ciò che ho ricevuto.

LaPresse / Reuters

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Torno da te, Cleveland, perché io, LeBron James, sono figlio tuo, e a te appartengo. E per te risalgo da un deficit di 3-1, cosa mai vista prima. E per te, nella settima partita, quella decisiva, giocata fuori casa, sotto il tifo nemico, stoppo spettacolarmente il mio avversario più duro che ha nome Curry, difendo come un pazzo e rilancio i miei compagni in contropiede, approfitto di un errore di Stephen 30 e schiaccio in faccia a tutti Warriors presenti, segno in terzo tempo in sottomano cadendo a terra come un bimbo, segno da 3 sempre più facilmente, riesco a fermare Iguodala stoppando la sua palla ad un’altezza impossibile per un essere umano, non reagisco a nessuna provocazione ma segno a ripetizione; per te, amata Cleveland.

LaPresse / Sipa USA

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E poi piango. Perché per vincere questo titolo che mancava a questa città da 52 anni ci ho messo sangue, cuore, sudore e lacrime. Ci ho messo tutto me stesso. Tutto quello che avevo. E ho vinto. Perchè tu vincessi, Cleveland! Cleveland, this is for you!