Domenica 11 Dicembre

F1, Hamilton si racconta ad Alex Zanardi: “ecco come vorrei essere quando avrò figli”

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Lewis Hamilton si racconta in un’intervista ad Alex Zanardi: tra gare, idoli, passato e futuro

Dopo quasi due settimane di sosta, è tutto pronto per rivivere le emozioni del Mondiale di Formula 1, che si appresta a vivere il nono appuntamento della stagione. Da domani, infatti, andrà in scena il week.end del Gp d’Austria che si preannuncia ricco di sorprese e colpi di scena, con Nico Rosberg pronto a bissare il successo ottenuto a Baku.

LaPresse/Piero Cruciatti

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In occasione di questo nuovo appuntamento di F1, è stata realizzata una bellissima intervista al campione del mondo in carica, Lewis Hamilton. A porgergli le domande è stato Alex Zanardi, ex pilota automobilistico, rimasto coinvolto in un terribile incidente in cui ha rischiato la vita, e che gli ha amputato gli arti inferiori.

Alex sei il migliore“, ha esordito Hamilton. “Vincere e vincere tanto è una cosa meravigliosa ma naturalmente ci sono gli avversari e si passa sempre attraverso alti e bassi, ci sono sempre avversità da attraversare, ma le avversità sono occasioni per crescere e migliorarsi, quest’anno fin qui è stato doloroso ma anche una benedizione dal cielo“, ha spiegato il pilota Mercedes.

Penso che Monaco in un periodo così difficile sia stato proprio questo, si combatte sempre con quei demoni nella propria mente e nel proprio cuore, ma il desiderio deve essere sempre forte e l’obiettivo sempre in testa. Monaco è nel mio cuore, nella mia anima e nel mio spirito, ma c’è ancora tanto da fare. Non mollo mai, nella mia vita ho attraversato momenti difficili. Alex sei stato esempio per me, fonte di ispirazione“, ha continuato Hamilton.

LaPresse/Photo4

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Impossibile poi non parlare di Muhammad Ali, grande campione di boxe, deceduto qualche settimana fa, grande punto di riferimento per il campione di F1: “per me il giorno della scomparsa di Ali è stato davvero molto triste, ho avuto il privilegio di incontrarlo, ma quando l’ho conosciuto non aveva più quello spirito con cui l’abbiamo visto nei vecchi filmati, a causa del parkinson, ma è stato comunque un onore. Era un’icona potente e aveva anche un carisma politico, penso che non ce ne siano stati molti come lui, anzi penso che nessuno sportivo dei giorni nostri abbia il suo stesso impatto. Non credo che potrò mai essere al suo livello. Ho incontrato molti ragazzi, bambini poveri quando ho avuto il privilegio di incontrare quei paesi e ho visto gli effetti che posso avere su quelle persone”, ha spiegato Hamilton.

Non penso di sapere sempre cosa dire, di avere sempre tutte le risposte. Ali aveva una personalità tale da dire ‘oggi vincerò io, farò la pole e ti farò male’, potrei farlo anche io ma credo che mi coprirei di ridicolo. Sento di essere un privilegiato per la capacità di guidare un’auto come so fare“, ha aggiunto il campione del mondo di F1.

LaPresse/Sipa Usa

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Alla domanda ‘cosa vorresti insegnare ai tuoi figli?’, Hamilton ha risposto: “intanto spero di averne! Coi miei figli spero di essere abbastanza saggio, pensavo di volerne a 28 anni, ma poi a 28 anni non mi sentivo pronto, a 31 anni, adesso, mi sento diverso. Voglio dare a mio figlio l’opportunità di fare quello che vorrà fare, ma spero non il pilota da corsa“, ha svelato Lewis.

Infine, un’ultima domanda: “cosa faresti se potessi tornare indietro nel tempo?”

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Se potessi tornare indietro nel tempo mi piacerebbe correre con te Alex, sarebbe un vero onore per me.  E poi non mi piace tanto tutta questa elettronica, anche se sono di questa generazione. Se avessi un’occasione di correre nel passato sarebbe nella seconda metà degli anni 80, c’era un po’ di tecnologia ma il pilota era più importante“, ha concluso Hamilton.