Sabato 10 Dicembre

E’ finito il tempo delle pere cotte

LaPresse/ Fabio Ferrari

Una nuova generazione di allenatori sta prendendo il sopravvento. Per fortuna

Sembra proprio che il tempo delle pere cotte stia per terminare. È arrivato il momento degli allenatori con verve. Basta con le mummie assise su panche decrepite, basta con uomini dall’espressione unica, basta con allenatori imbalsamati e inutili.

LaPresse/EFE

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L’Europeo sta dicendo che il volto flaccido e cadente di Del Bosque è passato di moda, che la monoespressione nasale di Roy Hodgson ha stancato tutti (inglesi e non), che gli allenatori compassati e morigerati hanno fatto il loro tempo. Largo a chi, come Conte, la partita sembra giocarsela per davvero, sudando, urlando, calciando. Largo a chi, come Simeone, urla e incita i suoi giocatori dal primo all’ultimo secondo, facendo sentire costantemente la sua pressione sulla squadra allenata.

LaPresse/Daniele Badolato

LaPresse/Daniele Badolato

Largo a chi, come Allegri, si straccia gli abiti di dosso se uno dei suoi non si impegna al 1000% o perde di concentrazione anche solo per un attimo. Se ne va, perdente, una generazione di allenatori. Arriva, vincente, una nuova ondata di tecnici. Tecnici che curano ogni minimo dettaglio delle partite che affrontano. Dai campi di allenamento alla mentalità dello spogliatoio passando per la preparazione accuratissima e per un continuo supporto e incitamento psicologico nei confronti dei giocatori allenati. È finito il tempo delle mummie allenatrici. È arrivato il tempo dell’empatia emozionale. In panchina, oggi, per vincere, bisogna urlare, saltare, calciare: essere molto fisici. Altrimenti si rischia di essere messi in disparte, e di finire a fare compagnia ai sarcofaghi degli antichi allenatori faraoni.