Giovedi 8 Dicembre

Dopo Baku: davvero la Ferrari è così forte come affermano i vertici della Scuderia?

LaPresse/Photo4

Ad ascoltare le affermazioni della dirigenza sembrerebbe che per la Ferrari questo sia un anno d’oro. A guardare i numeri la realtà sembra essere ben diversa…

Lui dice che “il campionato si può ancora considerare totalmente aperto”. Lui afferma che “sa come si sta lavorando, ed è qualcosa di straordinario”.

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Lui è convinto di quel dice: beato Lui. La realtà dice: otto gare senza vittorie nel 2016; che sommate alle altre sei del 2015 fanno un totale di ben 16 gran premi senza aver mai vinto. Mica paglia, caro Lui. La realtà dice: nel 2015, dopo otto gare, Lewis Hamilton era al comando del mondiale con 49 punti su Vettel, che aveva però vinto un GP; nel 2016, al comando c’è l’altra freccia d’argento al comando, Nico Rosberg, con 45 punti di vantaggio su Vettel, che però non è ancora riuscito a vincere un GP. Mica paglia, caro Lui. Specialmente quando non si vince dal 2007 un titolo piloti, e si comincia un anno di gare con la convinzione, data dalle fanfare dei proclami della nuova gestione, di vincere subito e bene. Mica paglia, caro Lui.

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Davvero il campionato è ancora totalmente aperto? Davvero la macchina di quest’anno è quella promessa, cioè, finalmente, una macchina vincente su tutte le piste? Davvero si sta lavorando egregiamente, visti i secondi che alla fine distanziavano in quel di Baku il pur bravo Vettel dal vincitore Nico? Davvero vogliamo continuare a raccontarci la favola che 45 punti di distacco invece di 49 sono un gran bel risultato per la scuderia? Fossimo in Lui, inizieremmo ad ammettere che i proclami di vittoria iniziali sono stati un grande errore di valutazione. A volte, un po’ di umiltà e di sana onestà non guastano.