Sabato 3 Dicembre

Da un barcone alla deriva alle Olimpiadi 2016: la bellissima storia di Yusra Mardini

Cresciuta a Damasco, Yusra Mardini è scappata dalla guerra durante la guerra civile, quando la sua casa è stata distrutta dai bombardamenti. Adesso il sogno delle Olimpiadi di Rio 2016

Nessuno vuole i profughi siriani. O se li vuole, è disposto ad accettarne troppo pochi. Paesi con economie assai più fragili di quelle europee come Iran, Egitto, Libano,Turchia con masse di cittadini molto più povere rispetto agli italiani e agli europei, hanno in un modo o nell’altro aperto le porte dell’accoglienza e questo deve far riflettere tutti noi in contesto globale in piena crisi umanitaria. Il conflitto che ormai prosegue senza interruzioni dal 20011 ha causato e creato la più grande popolazione di rifugiati; una popolazione che sotto lo sguardo dei potenti sprofonda sempre più in condizioni terribili di povertà e disagio. Una brutta storia quella del popolo siriano che ormai ci accompagna quotidianamente tra  giornali, tg ed inchieste e che vede Olympics Refugee Athletesla vita di uomini, donne e bambini abbandonati ad un destino crudele. Non per tutti…….molti di loro preferiscono continuare a sperare, a sognare come è giusto che sia. Per molti di loro si apriranno nuove strade, per altri il dramma che stanno vivendo permetterà di guardare diversamente la vita. Così immaginiamo per un attimo ad un barcone alla deriva, 20 migranti e tanta paura a bordo. Una giovane ragazza decide di tuffarsi nelle gelide acque del Mar Egeo per trascinare, insieme alla sorella ed altri due compagni, la barca verso riva e mettere tutti in salvo sulle coste dell’isola di Lesbo. Yusra e Sarah Mardini   hanno salvato la vita dei loro compagni di traversata, congelate ed esauste ma determinate non hanno permesso a nessuno di perdere la vita in quel viaggio verso la speranza. syrian-swimmerNasce qui la bellissima storia di Yusra Mardini oggi inserita tra i dieci atleti selezionati dal Cio (Comitato Olimpico Internazionale), per formare, prima volta nella storia, la squadra dei rifugiati che gareggerà alle olimpiadi di Rio 2016. “Voglio che tutti i rifugiati siano orgogliosi di me… Voglio solo incoraggiarli” ha detto Yusra e così come in un sogno entrerà a far parte della squadra dei rifugiati, selezionata tra 43 candidati, vi sono cinque atleti del Sud Sudan, due della Siria, due della Repubblica democratica del Congo e uno dell’Etiopia

comitato-olimpico-internazionale-640x480Per finanziare la partecipazione ai Giochi dei rifugiati, il Cio ha stanziato una somma superiore ai due milioni di dollari, garantendo agli atleti convocati l’assistenza di tecnici e medici. “Accogliendo la squadra di atleti olimpici rifugiati a Rio 2016, vogliamo mandare un messaggio di speranza per tutti i rifugiati del mondo”, ha detto il presidente del CIO Thomas Bach.

Cresciuta a Damasco, dove nel 2012 ha rappresentato la Siria nei FINA World Swimming Championships, Yusra Mardini è scappata dalla guerra durante la guerra civile, quando la sua casa  e la sua terra sono stati distrutti dai bombardamenti. Insieme alla sorella Sarah, ad agosto 2015, ha raggiunto il Libano e poi la Turchia, da dove, a Izmir, è salpata per la Grecia insieme ad altri 20 migranti. Il sogno di Yusra è diventato realtà grazie ad una onlus tedesca e grazie all’allenatore di nuoto Sven Spannekrebs che ha allenato la piccola, aiutando lei e la sorella a ottenere le carte per lo status di profugo in Germania. 5184Da qui nasce la bellissima storia di Yusra Mardini che si concretizzerà alla cerimonia inaugurale di Rio dove, dietro la bandiera del comitato olimpico, sfileranno nello stadio appena prima dei padroni di casa, i brasiliani.

Un immigrato è qualcuno che non ha perso niente, perché lì dove viveva non aveva niente. La sua unica motivazione è sopravvivere un po’ meglio di prima.” (Jean-Claude Izzo)