Sabato 3 Dicembre

Cosmi-Oddo, la sottile linea azzurra: così un abbraccio ha fatto rinascere il calcio

L’abbraccio di Massimo Oddo a Serse Cosmi subito dopo Trapani-Pescara rappresenta il manifesto dell’essenza di quel calcio che fa ancora innamorare

LaPresse/Fabio Urbini

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Play, stop, rewind. E poi ancora, ancora e un’altra volta ancora. Loop infinito. Perché quanto si è visto ieri al Provinciale rappresenta l’essenza del calcio, quello con la C maiuscola, quello che da generazioni fa innamorare grandi e bambini, uomini e donne. Il calcio che emoziona, che regala brividi sulla pelle ed entra come un vortice all’interno delle vene per non uscirne più. Le lacrime di Serse Cosmi in panchina ‘asciugate’ dall’abbraccio di Massimo Oddo rappresentano il manifesto di quella parte di calcio (e dello sport in generale) che bisognerebbe divulgare nelle scuole e farne materia di studio. Lo sconfitto ed il vincitore uniti da un un’unica passione. Abbraccio sentito, leale, corretto. Per i festeggiamenti, dovuti e meriti, ci sarà tempo: davanti a tutto il rispetto tra due uomini, prima ancora che due grandi allenatori, capaci di coltivare un sogno e trasferirlo a due città intere, Trapani e Pescara.

LaPresse/Davide Anastasi

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La sottile linea tra vincitore e vinto che si assottiglia fino a scomparire in un abbraccio, la scuola azzurra (umana prima e professionale poi) che torna prepotentemente a riprendersi la scena dopo essere stata per anni bistratta e offuscata da personaggi (e allenatori) belli e vincenti, ma dal valore etico e morale decisamente più basso. Fantasmi, veleni, polemiche, accuse e scandali facilmente (e rigorosamente) insabbiati dietro la gioia del successo. Che, però, agli occhi di chi ancora a questo sport crede, non potranno mai regalare le stesse emozioni di un abbraccio tra uno sconfitto (almeno in questa occasione), Cosmi, e tra un signore prima ancora che un vincete, Oddo. Il calcio che sogniamo esiste ancora. O quantomeno ieri è rinato. Grazie a entrambi, di cuore.