Domenica 4 Dicembre

Carburanti di contrabbando, business ghiotto per le mafie

Mafia e malavita continuano ad arricchirsi con il business dei carburanti di contrabbando che produce effetti devastanti sull’economia e sulla salute

Complice le numerose accise,  ovvero le tasse che ne fanno lievitare il prezzo a dismisura, il carburante è una delle materie più preziose che circolano nel nostro paese ed è per questo che la malavita e le mafie hanno deciso di incrementare il business della vendita della benzina sul mercato nero, eludendo in questo modo il fisco italiano, oltre a beffeggiare tutte le norme relative alla sicurezza e alla qualità del prodotto.prezzi benzina

Solo lo scorso anno sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza in  3.854 operazioni, ben  4.595 tonnellate di carburanti illegali, ovvero provenienti da furti oppure importati di contrabbando e poi venduti sul mercato nero. La GdF stima che siano più di 191 mila tonnellate i prodotti petroliferi venduti illegalmente in Italia ogni anno, come se non bastasse si è registrato un incremento di ben il 5% rispetto all’anno precedente dei prodotti sequestrati e fino al 91% per il suo consumo illegale.

I furti dei carburanti vengono effettuati prendendo di mira i 1.833 chilometri di oleodotti di prodotti petroliferi, dove nel solo del 2015 si sono registrati ben 157 casi. Non manca inoltre il traffico illegale che viene effettuato utilizzando camion, treni e navi dove vengono trasportati carburanti di qualità molto scadente.pozzi petrolio

Tra i danni provocati da questo business illegale troviamo al primo posto quello ai danni delle finanze dello stato, seguito alla pericolosità dell’utilizzo di un prodotto scadente che può provocare seri danni alla meccanica dei veicoli dove vengono utilizzati. Non meno grave il danno all’ambiente provocato dagli sversamenti di liquami  nei corsi d’acqua durante i furti perpetrati negli oleodotti. Per arginare il fenomeno, l’ Unione Petrolifera e Assopetroli hanno elaborato un documento con lo scopo di sollecitare le autorità ad introdurre una tracciabilità dei prodotti petroliferi, un po’ come si fa con i prodotti alimentari.