Sabato 3 Dicembre

Avesse segnato Pogba!

LaPresse/Spada

L’evanescente arroganza di Pogba e la veritiera commozione di Payet: 2 modi di essere campioni

Avesse segnato Pogba, con quel tiro al volo all’11° del secondo tempo, si sarebbe messo in una di quelle pose plastiche che tanto ama e che tanto ci ricordano un SuperMario svanito nel nulla; ma non ha segnato Pogba. Avesse segnato Pogba si sarebbe posizionato a favore dei fotografi per rendere immortale quel suo gesto atletico, e oggi avremmo avuto dappertutto la foto di Paul “Re di Francia.

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Avesse segnato Paul Pogba, a inizio secondo tempo, oggi le sue quotazioni sarebbero salite a 200, 250, 270, 300 milioni di euro, e chi più ne ha più ne metta. Esagerare fa sempre colpo, sugli idioti. Ma Pogba non ce l’ha fatta, non ha segnato. Anzi, Paul è stato sostituito. È uscito dal campo. Sembrava un ragazzino smarrito finito in una cosa più grande di lui. Aveva fatto proclami, aveva promesso tutto, aveva in mente di fare la differenza. Così non è stato. Mesto mesto, a testa bassa, Pogba ha lasciato la scena della “prima” di questi Europei di Francia.

LaPresse/Xinhua

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Il suo posto, il posto di “star” della serata, lo ha preso Dimitri Payet, che a tempo ormai scaduto ha fatto esplodere lo Stade de France con un gol spettacolare, da vedere e rivedere, per velocità, coordinazione, potenza. Ma la cosa più bella doveva ancora succedere. Avesse segnato Pogba, avrebbe assunto pose da eroe, con sguardi da combattente di chissà cosa; ha segnato Payet, e si è messo a piangere. Lacrime vere, a fare da contraltare alle finte pose di Paul. Commozione contro finzione. Probabilmente il segreto di un Europeo sta proprio qui: nella spontanea sincerità dell’appartenenza a una nazione.