Sabato 10 Dicembre

Una scommessa lunga 70 anni: la schedina Totocalcio

Quando ancora non esistevano anticipi e posticipi e le partite si giocavano  rigorosamente la domenica, il sabato, era di diritto il giorno da dedicare alle “scommesse” : al Totocalcio. La schedina compie 70 anni.

Siamo nel maggio del 1946, la Seconda Guerra Mondiale è appena terminata e l’Italia deve fare i conti con i danni e bombardamenti subiti, c’è forte crisi ma allo stesso tempo c’è voglia di ripartire, di ricominciare. Non è facile uscirne fuori, in un periodo di confusione e di crisi dittatoriali ma nell’aria si respira speranza  e con orgoglio c’è voglia di reagire  alle sofferenze subite per un popolo che non smette mai di  arrendersi. Lo sport, nonostante la violenza del conflitto mondiale,  non arrestò mai completamente la propria attività, infatti, nei periodi caldi del nazionalismo,  non mancarono  incontri sportivi internazionali che avevano tra le varie potenze europee lo scopo di rafforzare le reciproche alleanze. Molti sportivi imbracciarono le armi, molti fuggirono altri  campioni  furono esentati perché le loro performances  riuscivano a distrarre ed a  tenere elevato il morale tra le truppe.

imageTerminato il conflitto più tragico di sempre, l’Italia ne uscì  come paese distrutto non solo dai  bombardamenti ma dalla conseguenza di una forte crisi economica che attanagliava milioni di cittadini. Lo sport, in questa fase delicata, svolse in primis un ruolo fondamentale unendo l’Italia (nord- centro- sud) in una sorta di passione e desiderio di ripresa di massa: cercavano  rivalsa ed identità nazionale  in  miti, personaggi e leggende sportive. Si ricominciò a credere nei principi di lealtà, d’impegno e rispetto,  base della pratica sociale e sportiva, sia a livello dilettantistico che professionistico. Gli Italiani ripartirono. Tra il 1945 e il 1950, lo sport ritorna a vivere grandi momenti  sia per il miglioramento degli scenari internazionali ed all’entusiasmo di un popolo sia per i  sacrifici dei suoi atleti.  La radio esaltava e diffondeva le notizie sui principali eventi sportivi ed il  ciclismo, il calcio e  in seguito l’automobilismo erano sempre più i protagonisti indiscussi del panorama sportivo italiano.

Il calcio soprattutto serviva a far dimenticare le recenti sofferenze e nonostante il campionato si svolse regolarmente fino al 1944,  durante gli anni duri ( dal 1943 al 1945) si erano giocati due tornei calcistici , uno al Nord  e uno al Centro-Sud; dopo la Liberazione il campionato nazionale ripartì regolarmente. Sono gli anni contrassegnati dal dominio del grande Torino e della grande “tragedia di Superga”  che distrusse non solo vite umane  ma  i sogni di migliaia di tifosi granata, della Nazione e della Nazionale che aveva visto il più bel complesso di calcio mai più comparso su un campo di calcio. Le speranze  Nazionali e del popolo sportivo ne subirono le conseguenze per tutto il decennio successivo.

Massimo Della Pergola

Massimo Della Pergola

Con il calcio, genuino sport e strumento di distrazione di massa, si cercò di stimolare lo sport e ricostruire gli impianti sportivi danneggiati dalla guerra  introducendo  per la prima volta, il 5 maggio 1946, il concorso a pronostici abbinato alle partite di calcio, consacrato in seguito con il nome di Totocalcio. Fu l’intuizione di un giornalista sportivo triestino della Gazzetta, Massimo Della Pergola, che durante il periodo di prigionia in Svizzera  sviluppò l’idea di un passatempo popolare che avrebbe finanziato la rinascita dello sport italiano. Con i colleghi Fabio Jegher e Geo Molo fondò la SISAL (Sport Italia Società A responsabilità Limitata), con una schedina inizialmente di 12 partite dove e i vincitori erano tutti coloro che realizzavano  i 12 e 11 punti.

Il  Paese in bianco e nero nel limbo del dopoguerra vide un pò di colore, il colore verde  in particolare che ha contraddistinto Sisal dalla sua nascita sino ad oggi. Fare 13 ha rappresentato  il sogno di milioni di italiani. Si diede vita ad un rituale che si è ripetuto nel corso di decenni, ogni sabato pomeriggio e per oltre mezzo secolo, in un mondo dove ancora non esistevano anticipi e posticipi e le partite si giocavano esclusivamente la domenica. Vincere voleva dire davvero cambiare vita. Giocare una colonna costava 30 lire e  il primo vincitore ufficiale  fu Emilio Blasetti, che incassò 463.846 lire, grazie a una successione di sei X di fila. In pochi mesi le giocate toccarono le 13 milioni di colonne, una ogni tre abitanti. Due anni più tardi, nel 1948, il Governo nazionalizzò la schedina, che fu ribattezzata Totocalcio.

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Oggi parlare di schedina è come affrontare missioni nostalgiche  che ci riportano a ricordi e a momenti dell’infanzia e della nostra vita quando con il papà, con il nonno e successivamente con gli amici  si andava a rimarcare sistemi e colonne di speranza. Ma chi lo va a spiegare ai giovani ed ai ragazzi che si affacciano spregiudicatamente alle scommesse  on-line? Come  potremmo trasmettere loro  emozioni e giocate del passato?

Compito abbastanza arduo riuscire a narrare loro  cosa significasse la schedina e i riti dietro ad essa : i caffè, le risate,  superstizioni nascoste  e  rumors di  ricevitorie e radioline. L’appuntamento  fisso al sabato, la doppia, il sistema, la goliardia momenti di vita che cambiano e che lasciano ricordi difficili da trasmettere a  chi oggi conosce solo app e giocate on line. Il gioco che entrò nelle case degli italiani  e vide famiglie unite intorno ad un pronostico o  discussioni animate per colpa di una  partita saltata, un attesa impaziente  o anche un 12. Il Totocalcio, inutile negarlo, ha accomunato  intere generazioni.

storiatotocalcioitaliaschedinaUn forte vento di cambiamento spinse Sisal nel 1994 a rendere più attuale la propria immagine istituzionale, mirando  a un’identità  che richiamasse i concetti di decisione, autorevolezza e innovazione tecnologica in adeguatezza coi tempi moderni. Nel 1994 arrivarono il Totogol, il Totosei e il Totobingol, ma solo il primo è sopravvissuto fino a oggi. Nel 2000 nel Totocalcio venne introdotto il jackpot, ma sopratutto il SuperEnalotto che aveva iniziato a esercitare una concorrenza fortissima. Per festeggiare le 70 candeline del concorso più popolare dal dopoguerra ad oggi il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso un francobollo ordinario celebrativo appartenente alla serie tematica ‘lo Sport’.
Oggi con l’introduzione massiccia di nuove forme di scommessa e le dinamiche finanziarie  controverse di un calcio globlale  e succube di forze economiche,  si sono modificate regole, riti, tradizioni , sentimenti, che, aldilà del gioco e dello spettacolo, costituiscono la vera ragione della passione per il calcio. La sacralità della domenica ha perso sempre più efficacia nel  gioco ed i canali intorno ad esso. Con le televisioni costrette a rincorrere le giornate di campionato sempre più frammentate  in due, tre , quattro, giorni   la settimana.

totocalcio
Sono state le variegate tipologie di  scommesse sportive e l’apertura  smisurata di agenzie di scommesse a decretare la fine della cara vecchia schedina del Totocalcio.  I riflettori  e i sogni dei nuovi italiani sono adesso a portata di mouse, di smartphone, di tablet.
“Scusa Ameri…..a te Sandro”.  Scusate voi, ma l’unico modo per “vivere” le partite era captare la frequenza giusta. Nel salotto buono di casa, chiuso in camera da letto, nei bar di quartiere, in auto, l’ultimo pomeriggio della settimana iniziava ufficialmente con i colpi di tamburo di “A taste of honey” nella versione di Herb Alpert e dei Tijuana Brass e per poco meno di due ore era scandito da un susseguirsi di voci dai vari stadi d’Italia, in un gioco dove l’emozione di improvvise irruzioni da un altro stadio significavano un gol, un risultato che cambiava, un colpo di scena.
Interruzioni nostalgiche che scatenavano gli sportivi e accendevano la speranza di un calcio meno moderno e più romantico.