Venerdi 2 Dicembre

Un pomeriggio libero, e il Giro d’Italia in TV: come tornare bimbi guardando al futuro

LaPresse/ Fabio Ferrari

Il bello del Giro d’Italia, alla scoperta delle terre, della cucina e delle tradizioni del nostro paese

Che bello che è poter guardare il Giro d’Italia di ciclismo in tivù. È qualcosa senza tempo, che riporta ai giorni di bimbo e proietta in quelli futuri. Si guardano le bici d’oggi, asciutte, lunari, paragonandole a quelle di una volta, che nel frattempo sono tornate di moda, facendosi chiamare “vintage”. Si conoscono i nomi dei nuovi corridori, favoriti e non, e dei vari vincitori di tappa, che alle volte escono dal cappello dei perfetti sconosciuti.

LaPresse/POOL/DE WALE

LaPresse/POOL/DE WALE

Il Giro è il Giro. Quando lo schermo si riempie di bici luccicanti e polpacci in movimento, quando il gruppo scorre unito e compatto, quando le maglie delle squadre in testa si alternano colorando di volta in volta lo schermo di rosso, giallo, marrone, verde, azzurro; quando tutto ciò accade, è solo grazie al Giro. Il Giro è conoscenza: si vola sulle terre d’Italia, così diverse, così uguali; montagne, castelli, coste, spiagge, pianure, boschi, laghi, fiumi, e chi più ne ha più ne metta; l’Italia non teme confronti di sorta, in quanto a varietà di paesaggi.

LaPresse/Fabio Ferrari

LaPresse/Fabio Ferrari

Figurarsi poi se si tocca l’argomento cucina: in Italia la cucina e le sue ricette variano di comune in comune, modificando gli ingredienti dello stesso piatto anche a distanza di soli 100 metri; tutto dipende dal gusto e dal piatto “come lo faceva la mamma”.

LaPresse/Fabio Ferrari

LaPresse/Fabio Ferrari

L’Italia vista col Giro, con quel serpentone colorato che saluta paesi a volte dimenticati da tutti, è un racconto scritto utilizzando carta d’altri tempi su cui vengono rilasciati pensieri attuali. Il Giro è i suoi corridori, che sfrecciano, sibilanti, al passaggio, cavalieri moderni, portatori di ventate di vita d’altrove; ciclisti dalle lingue natìe straniere che però poi, alla fine, parlano sempre tutti, chi più e chi meno, un decente italiano. Il Giro d’Italia unisce Nord Centro e Sud, in un unico stivale, retto, pronto a fare fatica e a sudare, a pedalare per ore, a tifare per giorni: perché il Giro è magìa senza fine, è il ricordo degli avi che incontra la quotidianeità dell’oggi per mettere le basi di uno splendente futuro. Un futuro su due ruote, chiaro.