Domenica 4 Dicembre

Udine e l’Udinese salutano Totò Di Natale: ‘Tutto il resto è noia: ciao Campione’ [FOTO]

LaPresse Valter Parisotto

Un Friuli gremito esprime il suo tributo a Totò Di Natale che, dopo 445 presenze e 12 stagioni, a 38 anni dice addio alla sua Udinese segnando una rete contro il Carpi. Non si esclude però un suo futuro nello staff bianconero

Un addio è sempre un addio. Udine di campioni ne ha visti passare tanti: Bierhoff , Zico, Amoroso, Poggi, Iaquinta, Quagliarella, El Nino maravillia Alexis Sanchez: giusto per fare alcuni nomi delle tante stelle che qua hanno lasciato il segno. Ogni volta che qualcuno di così forte se ne va è un pugno al cuore per i tifosi. Questa volta il colpo però è ancora più letale: ad andarsene è uno che a Udine ha fatto la storia.

di nataleUno che non ha visto l’Udinese come un punto di passaggio o un trampolino di lancio ma come un arrivo, come una casa, come una squadra da far diventare grande con i suoi sacrifici, con le sue magie, con i suoi goal che quasi mai sono stati banali. I suoi tocchi fatati valevano da soli il prezzo del biglietto. I numeri poi parlano chiaro: con 227 goal Totò è il più prolifico dei bianconeri. Per 445 volte ha vestito la maglia friulana con la quale ha vissuto anche le magie della Champions e della UEFA. Per due stagioni consecutive (2010 e 2011) è stato capocannoniere e grazie alle sue reti è diventato il sesto marcatore di sempre del nostro campionato dietro a Silvio Piola, primo a quota 274, Francesco Totti, secondo con 248, Gunner Nordhal terzo con 225, Giuseppe Meazza e Josè Altafini a pari merito con  216.

di nataleDopo di loro viene proprio Antonio Di Natale con le sue 209 magie (contando anche le 18 reti messe a segno con l’Empoli). Questi però sono numeri, fanno venire i brividi certo ma sono pur sempre numeri. Udine stasera in occasione della sfida casalinga col Carpi ha organizzato la  festa d’addio al suo capitano e quello che ha fatto scendere le lacrime ai ventimila di un Friuli gremito è stato il suo grande attaccamento alla maglia perché dire NO a una big come la Juventus non è cosa da tutti giorni e rifiutare Napoli poi, squadra della sua terra d’origine dev’essere stato ancor più difficile per il numero 10 bianconero. Totò però non ha esitato a rifiutare qualsivoglia offerta non tradendo mai la squadra di cui è diventato capitano. 445 le partite con questa maglia, più di lui nessuno mai! Neanche un altro storico capitano: Valerio Bertotto, fermo a quota 408.

Al Friuli la pioggia scende a dirotto, forse perché anche il cielo piange l’addio del suo Totò. Sugli spalti uno striscione recita così:

In Friuli sei arrivato un campione sei diventato, da noi sarai sempre amato, grazie Totò’”

Il tabellone luminoso dice 2 a 0 per gli ospiti ma quando Totò al 54 minuto si alza per scaldarsi gli applausi partono a più non posso e le bandierine con la sua foto con la scritta “ immenso Totò” si alzano. Perché se lo stadio è pieno questa sera è solo per lui.

di nataleQuando poi al 77esimo entra in campo l’atmosfera è da brividi. Tutti in piedi e standing ovation tutta per lui: “il grande capitano, la leggenda“. Neanche entrato in campo è subito rigore. E chi può batterlo se non lui? Totò non può sbagliare e infatti non sbaglia uscendo così dal palcoscenico nel migliore dei modi. Sono applausi, commozione, pelle d’oca. I numeri: tutti da riscrivere. Uno striscione si alza “tutto il resto è noia: ciao campione”. Niente di più vero. Senza le magie del suo capitano il Friuli non sarà più lo stesso. A comparire sui maxischermi del Friuli a rendergli omaggio a fine gara oltre alla moglie ci sono Spalletti, Guidolin, Buffon, Totti e Alexis Sanchez che lo paragona a Maradona. Quel che più fa piacere al capitano però è senza dubbio l’abbraccio del suo stadio, della sua gente e il suo grazie non può non andare a loro. “E’ impossibile trovare uno che potrà fare come te, spero che tu rimanga in futuro a collaborare con noi perché sarebbe un male troppo grande perderti“, parole del presidente Pozzo. Totò col sorriso sulle labbra risponde “magari anche come presidente”. Mica male come idea! Oggi però non c’e’ stato solo l’addio a Totò .Il saluto affettuoso del Friuli e i suoi applausi vanno anche a Maurizio Domizzi e Giovanni Pasquale: due guerrieri che hanno dato l’anima per la squadra. Per queste tre bandiere allora non poteva mancare il grazie, mille volte grazie del popolo friulano. Con loro se ne va anche quel poco del made in italy rimasto a Udine e un pezzo di cuore di tutti i tifosi. Sarà dura continuare ora ma bisognerà farlo: Immensamente grazie ragazzi.