Martedi 6 Dicembre

Tre virus fanno una prova

LaPresse/ Fabio Ferrari

È già il secondo corridore importante che si ritira dal Giro. Sarà davvero solo un virus?

Amiamo il ciclismo. Ci piace andare in bici anche nei pochi momenti di libertà, oltre che nel corso di “sgambatine” chilometriche trascorse in silenziosa solitaria o in piacevole e veloce compagnia. Tutti i ciclisti che incontriamo sono oggetto di saluto e di aiuto, se e quando necessario. Seguiamo il ciclismo da tanto tempo, un po’ per l’età un po’ perché la bicicletta è una cosa bellissima. E la nostra passione per le due ruote è grande. Però non siamo stupidi. Però siamo attenti. Però non ci piace essere presi in giro. In questi giorni, siamo stati assaliti da un atroce dubbio. Un dubbio che sta minando la nostra attenzione nei confronti del Giro d’Italia in corso: troppe gastroenteriti.

LaPresse/ Fabio Ferrari

LaPresse/ Fabio Ferrari

Non è possibile che sia Cancellara che Landa si siano ritirati a causa di una “forte gastroenterite notturna”. Qualcosa non va. Qualcosa non è chiaro. E siccome, purtroppo, il ciclismo ci ha anche abituati a dover pensar male, noi stiamo iniziando a pensar male. Fabian Cancellara si ritira. Era arrivato al Giro per indossare la maglia rosa. Poi, improvvisa, una forma influenzale-intestinale-gastroenterinale lo toglie di mezzo. Non aveva più forze. Così, dall’oggi al domani.

LaPresse/Fabio Ferrari

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A seguire, ecco un altro ritiro: niente di meno che Mikel Landa. Pare che il corridore basco sia stato male tutta la notte. Indisposizione. Così dicono. Era l’uomo di punta del team Sky. Landa a un certo punto si blocca durante la corsa e sale sull’ammiraglia. Si ritira. Così, di punto in bianco. Virus gastrointestinale, dice radiocorsa. Forti dolore all’addome. Noi, che siamo sportivi onesti e vogliamo dare fiducia a tutti, cerchiamo di dirci che “sarà solo un caso”. Noi, che siamo sportivi onesti, non sopporteremmo un altro caso di virus gastrointestinale. Sarebbe il terzo. La prova che dietro a questo virus forse si nasconde, purtroppo, ancora, un ciclismo poco pulito.