Sabato 10 Dicembre

Tennis: Serena Williams si ispira a “Still I rise”, un grido contro il razzismo e un invito a non mollare mai

LaPresse/Reuters

La numero uno al mondo racconta come fin da piccolina abbia trovato rifugio alle discriminazioni razziali e ai problemi della vita nelle parole di Maya Angelou

Serena Williams si appresta a cominciare la sua avventura al Foro Italico. La voglia di vincere il torneo e di non tradire le aspettative è tanta.

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Anche lei, nonostante i 21 Slam vinti è umana: la paura di perdere c’è e l’emozione e il nervosismo ogni tanto colpiscono addirittura lei (basti pensare alla semifinale degli US Open dello scorso anno). Anche Serena ha i suoi tanti “momenti no” nello sport come nella vita. Ai microfoni di Supertennis racconta come le discriminazioni razziali siano state all’ordine del giorno soprattutto quando era più piccola. Serena però, si è sempre rialzata anche grazie alle parole di una poesia che è diventata una vera fonte di ispirazione per lei.

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Si chiama “Still I rise”, ripete più volte le parole “io mi rialzerò’” e Serena ama recitarla. A comporla è stata Maya Angelou, prima tra le scrittrici nere a raggiungere il successo in America. Maya, a cui il destino ha riservato una vita fatta di difficoltà (vittima di uno stupro a soli 7 anni) e discriminazioni, ha voluto con le sue poesie esprimere la sua grande  forza interiore e incitare col suo urlo di speranza tutte le donne a non mollare mai.

“Still I rise” non può non ricordare “invictus”: poesia scritta da William Ernest Henley. L’intera vita del poeta inglese fu segnata dalla tubercolosi. Nonostante la sofferenza, l’infinita forza d’animo di Henley non si spense mai. Su un letto di ospedale scrisse invictus”: testimonianza di come il leone presente in lui non abbia mai smesso di ruggire.

Basta leggere una strofa della poesia per capirlo:

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima

LAPRESSE/ZUMAPRESS

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“Invictus” è stata fonte di ispirazione per Nelson Mandela nei suoi anni di prigionia. Nelson l’ha fatta sua anche per unire la squadra di rugby sudafricana composta da bianchi e neri che ha trionfato nel mondiale del 1995.

Un tennista che si ispirò a “invictus”? Andre Agassi, giusto per fare un nome.

Ecco la poesia fonte di ispirazione per Serena Williams:

Still I Rise 

You may write me down in history
With your bitter, twisted lies,
You may trod me in the very dirt
But still, like dust, I’ll rise.
(Puoi scrivermi in fondo alla Storia / Con le tue bugie amare, contorte, / Puoi gettarmi nel sudiciume e calpestarmi  /  Ma ancora, come polvere, mi rialzerò)
Does my sadness upset you?
Why are you beset with gloom?
‘Cause I walk like I’ve got oil wells
Pumping in my living room.
(La mia impertinenza ti turba? / Perché sei assalito dalla tristezza? / Perché cammino come se avessi pozzi di petrolio / che pompano nel mio soggiorno)
Just like moons and like suns,
With the certainty of tides,
Just like hopes springing high,
Still I’ll rise.
(Come le lune e come i soli, / con la certezza delle maree / come le speranze che si levano alte / ancora mi rialzerò)
Did you want to see me broken?
Bowed head and lowered eyes?
Shoulders falling down like teardrops.
Weakened by my soulful cries.
(Volevi vedermi spezzata? / Con la testa china e gli occhi bassi? / Le spalle curve e cascanti come lacrime. / Squassata da grida profonde)
Does my haughtiness offend you?
Don’t you take it awful hard
‘Cause I laugh like I’ve got gold mines
Diggin’ in my own back yard.
(La mia felicità ti offende? / Non la prendi terribilmente male / Perché rido come se avessi miniere d’oro / scavate nel mio cortile?)
You may shoot me with your words,
You may cut me with your eyes,
You may kill me with your hatefulness,
But still, like air, I’ll rise.
(Puoi spararmi con le tue parole, / Puoi trafiggermi con gli occhi, / Puoi uccidermi con il tuo odio, / Ma ancora, come aria, mi rialzerò)
Does my sexiness upset you?
Does it come as a surprise
That I dance like I’ve got diamonds
At the meeting of my thighs?
(La mia sensualità ti sconvolge? / Ti sorprende / che io danzi come se avessi diamanti / Tra le mie cosce?)
Out of the huts of history’s shame
I rise
Up from a past that’s rooted in pain
I rise
I’m a black ocean, leaping and wide,
Welling and swelling I bear in the tide.
Leaving behind nights of terror and fear
I rise
Into a daybreak that’s wondrously clear
I rise
Bringing the gifts that my ancestors gave,
I am the dream and the hope of the slave.
I rise
I rise
I rise.
(Fuori dalle capanne della vergogna della Storia / Io mi rialzo / Sopra un passato radicato nel dolore / mi rialzo / Sono un oceano nero, vasto e prorompente, / sgorgando e gonfiandomi, sopporto la marea. / Lasciandomi indietro notti di terrore e paura / mi rialzo / In un’alba meravigliosamente chiara / mi rialzo / Portando i doni che i miei avi che i miei antenati mi hanno tramandato / Sono il sogno e la speranza dello schiavo. Mi rialzo / Mi rialzo / Mi rialzo)

Questo invece il testo della poesia che ispirò Agassi:

Invictus

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

»(IT)«
Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un abisso che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia indomabile anima.

Nella feroce morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e di lacrime
Incombe solo l’Orrore delle ombre,
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.