Giovedi 8 Dicembre

Tennis, il coach di Fognini rivela: “vi racconto quando ho rifiutato Murray”, e su Fabio…

LaPresse/Alfredo Falcone

Josè Perlas, coach di Fognini, spiega su cosa dovrebbe migliorare Fabio per ritornare al top della sua carriera

LaPresse/Alfredo Falcone

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Fabio Fognini non sta vivendo un grande momento della sua carriera: i due ultimi ko, quello davanti al proprio pubblico agli Internazionali di Roma, e quello di qualche giorno fa nel torneo di Nizza, hanno fatto scivolare Fabio al 34° posto del ranking ATP, impedendogli anche di essere testa di serie al Roland Garros. Il suo coach, Josè Perlas, intervistato ai microfoni di Sky, ha spiegato quali siano i problemi da superare per il tennista azzurro.

Fabio Ferrari - LaPresse

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Perlas crede che Fabio sia un tennista di talento: “Fognini ha quel qualcosa in più, la scintilla. Sa leggere e interpretare le situazioni, ha il talento per risolvere i problemi che si presentano durante le partite e per adattarsi a diversi avversari. Questa è la sua grande virtù, mentre il suo punto debole è non riuscire a mantenere la costanza necessaria. Ha sempre una voglia incredibile ma a volte la carica non basta, bisogna avere altrettanta motivazione per mantenere il livello richiesto dal circuito.”

LaPresse/Xinhua

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Proseguendo nell’intervista Perlas spiega quale sia il problema principale di Fognini: da quando lavora con me la sua motivazione è stata sfruttata male. Lo ha portato più che altro a trasmettere allegria e felicità a gente come la sua famiglia, la sua città, l’Italia e la stampa italiana in generale. Bisognava prevenire tutto questo, perchè se ne è reso conto solo da poco, quando ha capito di essere nel miglior momento della sua vita, al numero 13 del mondo battendo Murray in Coppa Davis con tutta l’Italia che lo chiama re. Lui non si è sentito soddisfatto da tutto questo, nel momento sì ma quando è passato ha sentito come un vuoto. In quei momenti bisogna lasciarsi alle spalle quello che è successo, pensando subito al torneo successivo. È duro accettare di passare in una settimana da essere considerato un grande giocatore a venire poi sminuito. Sono cose che succedono ma l’importante è il processo che stiamo facendo con lui da tempo, un lungo processo.”

LaPresse/Reuters

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Nel finale Perlas rivela che sarebbe potuto diventare il coach addirittura di Murray, ma ha rifiutato: “Andy mi aveva chiesto di allenarlo attraverso il suo manager. A volte questo signore, che è anche mio amico, mi ricorda la proposta che mi aveva fatto, ma per via di alcune circostanze non ero io la persona giusta.”