Giovedi 8 Dicembre

San Siro innamorato e deluso, il Milan non c’è più: il grido di dolore rossonero

LaPresse/Massimo Paolone

I fischi ai giocatori rossoneri, gli applausi alla Roma: San Siro saluta l’ennesima stagione disastrosa del Milan con un urlo di dolore che non può rimanere inascoltato

LaPresse/Massimo Paolone

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Ci sono certi gesti che nascono spontanei, frutto di emozioni che dal cervello passano veloci all’interno delle vene ed arrivano dritte al cuore fino a trasferirsi sulla pelle. Brividi, si definiscono così. Quelli che regala il pubblico di San Siro quando Stephan El Shaarawy, ex figliuolo prediletto, mette alla spalle di Donnarruma, altro ragazzino niente male. Lui, il Faraone, guarda quasi stupito e ricambia. Negli ultimi periodi rossoneri i suoni e le emozioni che scandivano le sue prestazioni erano ben altre. Standing ovation che si manifesta appieno quando dalla panchina si alza il numero dieci giallorosso, Francesco Totti. Eterno il capitano. Che quasi segna ancora, al primo pallone calciato.

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Applausi, a scena aperta. Quasi a voler seppellire tutto ciò che di rossonero porta il colore. Ma non è una ripicca, questo no. Solo voglia di respirare grande calcio, profumo inebriante che da queste parti ormai in pochi, pochissimi ricordano. Brocchi scuote la testa, impossibile fare altro, difficile immaginarsi di meglio. San Siro lo sa, tristemente rassegnato. Volto di un amante deluso e tradito, ma ancora follemente innamorato. Che sfoglia l’album dei ricordi e si ritrova bello e felice quando Abbiati si batte la mano sul cuore e fa scendere qualche lacrima ai più nostalgici. O forse ai più incazzati. Grido di dolore che ferisce l’anima di ogni tifoso rossonero e che non può più rimanere inascoltato. D’altronde certi sentimenti hanno sì un percorso strano ma le emozioni che generano, quelle, ormai non si possono più nascondere.