Sabato 10 Dicembre

Ronaldo vs Simeone, qualche anno dopo il diverbio interista

LaPresse/Reuters

Anni fa lo scisma interno. Vediamo cosa ne è stato dei 2 protagonisti, col tempo

Qualche anno fa, nell’Internazionale di Milano, si dice ebbe luogo uno scisma, che vide protagonisti un brasiliano e un argentino.

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Da una parte “il Fenomeno”, il brasiliano Ronaldo Nazario da Lima, comunemente chiamato Ronaldo. Dall’altra un centrocampista argentino dal forte carattere, Diego Pablo Simeone. Le voci dello spogliatoio dicono che fra i due non corresse buon sangue, a partire dalla classica rivalità Brasile – Argentina fino ad arrivare al modo stesso di intendere il calcio. Da una parte la classica filosofia del “bel calcio” a prescindere, del tocco da campione, della finezza fine a sé stessa. Dall’altra la pragmaticità di un calciatore che metteva al primo posto la serietà degli allenamenti, la serietà nel trascorrere le notti milanesi, la serietà nello scendere in campo per la propria squadra osservando con grinta i dettami dell’allenatore.

LaPresse/EFE

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Il tempo è passato, e i caratteri dei 2 non sono affatto cambiati. Forse è per questo che Ronaldo è diventato extra-large, ha giocato sia nell’Inter che nel Milan, non gioca più a calcio e afferma che il mestiere dell’allenatore non fa per lui “perché è troppo stressante”…povero cocco da spiaggia brasiliana! E forse è per questo che Diego Pablo Simeone è a Milano in questi giorni a giocarsi la seconda finale di Champions da allenatore, con una squadra come l’Atletico, che prima del suo arrivo era poco conosciuta e ancor meno vincente, strabiliando tutti con le regole del suo “cholismo”. Nei tempi che furono, con grande rammarico di chi scrive, nel momento della “scelta”, la miope dirigenza nerazzurra decise di allontanare “il cholo”, accontentando le lamentele del bimbo Ronaldo. Ronaldo ricambiò la dirigenza dell’Inter accettando tempo dopo di indossare la maglia del Milan. Simeone, nelle sue interviste, continua a dire che l’Inter gli è rimasta nel cuore e vuole tornare in questa società da allenatore. A chi legge decidere chi fra i due sceglierebbe se avesse bisogno di una persona fidata sulla quale contare nella vita. Noi non avremmo dubbi.