Martedi 6 Dicembre

Nibali, garbato appello ai sapientoni che volevano il ritiro: adesso inchinatevi tutti allo Squalo!!!

LaPresse/Belen Sivori

Giro d’Italia, la rivincita di Nibali è un’impresa leggendaria nella 19ª tappa da Pinerolo a Risoul: adesso lo Squalo è secondo in classifica generale, a 44” dalla nuova maglia rosa Chaves e domani c’è la tappa più dura

Ormai è finita“, “Nibali può vincere il Giro“, “è meglio che torni a casa“, “bisogna capire cosa succede allo Squalo“. Sono solo alcune delle profezie dei sapientoni che nei giorni scorsi non solo hanno pesantemente criticato un Nibali di certo non brillante, ma sono andati oltre.

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Sono andati oltre perchè hanno esagerato. Probabilmente troppo delusi dalle performance del campione messinese che per la prima volta in carriera si presentava ad una grande corsa a tappe da super-favorito, con mille pressioni addosso, gli hanno mancato di rispetto. A lui e a tutti gli appassionati di ciclismo. Perchè Nibali non ha brillato sulle Dolomiti, ma non è mai naufragato. Gli è saltata la catena nella cronoscalata dell’Alpe di Siusi e per questo ha perso così tanto tempo, altrimenti sarebbe arrivato molto più vicino agli altri diretti concorrenti per la vittoria in rosa. Poi s’è staccato ad Andalo ma sempre con un ritardo inferiore ai due minuti. E nel momento peggiore del Giro, era sempre 4° in classifica ad un minuto dal podio. Neanche fosse fuori dalla top-10, l’hanno bollato come un fallimento e c’è mancato poco che Nibali non tornasse a casa davvero. Anche nel suo staff in tanti hanno storto il muso, “se deve continuare così è meglio che torni a casa”.

FoLaPresse/Belen Sivori

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Ma Nibali ha un cuore grande e ha deciso da solo di rimanere. “Per i miei compagni che hanno lavorato tanto per me, ma soprattutto per i tifosi che ogni giorno mi danno sostegno e a cui voglio ancora regalare qualcosa“. E’ stato sempre umile, genuino, spontaneo Nibali. Non sa cosa sia accaduto alle sue gambe nei giorni scorsi, ma non ha mai cercato alibi. Eppure ha sempre creduto nell’impresa: l’ha detto chiaro e tondo nei giorni scorsi che ancora non era finita, che non si era mai arreso. Che non andava a casa sì per i tifosi, ma non per fare una passerella tra la gente: per farli gioire ancora. Cioè per vincere. E vincere, per come s’erano messe le cose, era possibile soltanto in un modo: facendo un’impresa.

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Un’impresa che lo Squalo ha realizzato oggi verso Resoul, e che può completare domani vestendo la maglia Rosa il giorno prima del traguardo finale di Torino. Ha 44 secondi di ritardo da Chaves, a cui oggi ha rifilato 53” di distacco in appena 4km di salita, cioè da quando l’ha staccato poco prima del traguardo. Per vincere il Giro, Nibali domani deve guadagnare su Chaves meno di quanto non abbia già guadagnato oggi. Certo, non è ancora finita ma comunque vada domani, oggi lo Squalo ci ha emozionato, ci ha commosso, ci ha regalato una grande pagina di ciclismo d’altri tempi. E ha dato una lezione a tutti. Chi aveva mancato di rispetto a lui, aveva mancato di rispetto anche al ciclismo e ai suoi tifosi perchè nello sport e nella vita non si deve mai smettere di sognare, non si può mai consentire allo scetticismo di prendere il sopravvento su uno spirito positivo che deve sempre animare la vita di ognuno di noi. E’ questa la grande lezione di Nibali, e spiace che tra coloro che avevano sentenziato un suo flop definitivo c’è il ct della nazionale Davide Cassani, uno che negli anni in cui ha commentato tutti i grandi giri per la Rai ci ha insegnato a tutti che proprio nel ciclismo non bisogna mai dare nulla per scontato. Chieda scusa Cassani, si inchinino ai piedi dello Squalo tutti coloro che lo volevano a casa. Nibali ha scelto diversamente, per fortuna di questo sport.