Domenica 4 Dicembre

MotoGp, Lorenzo punge Rossi: “non vince un Mondiale dal 2009, eppure abbiamo la stessa moto”

LaPresse/Efe

Intervenuto all’inaugurazione del suo museo ad Andorra, Jorge Lorenzo ha attaccato Valentino Rossi, ponendo l’accento sul fatto che non vinca un Mondiale dal 2009

Una vittoria dal sapore speciale quella conquistata da Jorge Lorenzo lo scorso week-end sul circuito di Le Mans, un successo utile per conquistare la vetta delle classifica iridata grazie alla scivolata di Marc Marquez. Adesso, però, è il momento di guardare avanti, il prossimo Gp del Mugello sarà una tappa fondamentale per capire le reali ambizioni dello spagnolo, che punta senza dubbio alla vittoria del sesto titolo mondiale.

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La stagione è iniziata molto bene, sono sempre stato primo o secondo, lasciando da parte la caduta di Argentina, che è stato un errore che mi dispiace, ma non si può cambiare” sottolinea Jorge Lorenzo ai microfoni di As in occasione dell’inaugurazione del suo museo ad Andorra.Sto molto bene e penso che sia stato molto importante che siamo passati da 17 punti dietro ad avere un più cinque dopo una gara perfetta. Non posso chiedere di più. Non ho intenzione di ingannare nessuno: il mio obiettivo è vincere il mio sesto titolo iridato, rispettando gli avversari. Per ora sembra che la Honda abbia qualche problema, Marquez si sta rovinando il fegato… Dobbiamo cogliere questo momento in cui ci sembra di avere la moto più completa”. Il prossimo appuntamento sarà al Mugello, Lorenzo non crede che i tifosi di Valentino Rossi possano creare disordini: “spero non avvengano episodi violenti, se fischiano me e Marquez, che siamo i principali rivali di Rossi e stiamo ottenendo vittorie e titoli, è perché ci temono. Ricordo che lui non vince un Mondiale dal 2009 e dal momento che abbiamo la stessa moto e le stesse gomme ho vinto tre titoli contro uno.

LaPresse/EXPA

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E’ la stessa cosa che accade quando Messi va al Bernabeu o Ronaldo al Camp Nou. Questo è uno sport individuale – prosegue Lorenzo – e anche se si trattasse di uno sport collettivo non c’è bisogno di avere per forza un buon rapporto con il partner. Ci sono stati diversi attaccanti nel calcio che non erano amici. Anche i nemici hanno condiviso una squadra, hanno giocato insieme e giocavano per gli stessi obiettivi. Ovviamente se si può andare d’accordo con tutti, tanto meglio, ma se questo non è possibile, non è rilevante”.