Venerdi 9 Dicembre

Mano nella mano con la figlia, così Marco Bortolami lascia le Zebre e il Rugby

Ha chiuso oggi la sua carriera professionistica Marco Bortolami, giocando da capitano la gara tra le sue Zebre e i Dragons

Giornata speciale quella di ieri allo Stadio Lanfranchi di Parma per Marco Bortolami: la seconda linea classe 1980 ha concluso ieri la sua carriera agonistica calcando per l’ultima volta un campo da rugby in qualità di giocatore. Il padovano l’ha fatto guidando da capitano le sue Zebre nella più larga vittoria della loro storia celtica superando i gallesi Dragons per 47-22 qualificando i bianconeri alla EPCR Champions Cup 2016/17.

Marco-Bortolami1 Il 39 volte capitano dell’Italia ha concluso la sua carriera aggiudicandosi anche il titolo di migliore in campo della sfida che lo aveva visto entrare sul campo del Lanfranchi tenendo la mano della figlia Emma tra la standing ovation degli sportivi e tifosi ovali presenti nell’impianto di Parma. Subito dopo aver ricevuto dalle mani del presidente delle Zebre Rugby Stefano Pagliarini il premio alla carriera della franchigia di base a Parma, il 49 volte capitano del XV del Nord-Ovest ha incontrato la stampa per la sua ultima intervista da giocatore senza riuscire a celare la forte emozione. Queste le parole di Marco Bortolami raccolte nella sala stampa dello Stadio Lanfranchi : “devo ringraziare le Zebre, coach Guidi e tutti gli allenatori dello staff per avermi dato l’opportunità di capitanare la squadra oggi; ringrazio i compagni per aver dimostrato oggi quanto la voglia di far bene sia vincente in un campo da rugby.

LaPresse/Ferrari

LaPresse/Ferrari

Abbiamo dimostrato di essere migliori di loro a 360°. Oggi non pensavo di commuovermi così tanto, ma è successo non smetterò mai di ringraziare tutti. Avrò un’altra sfida nel mondo del rugby come allenatore, sento questo nuovo aspetto professionale come mia passione. Per la giornata di oggi ho chiesto al club solo di avere la possibilità di scendere in campo con mia figlia Emma per mano. Un gesto simbolico: dopo essere stato preso per mano all’inizio della mia carriera, sarò io in questo passaggio a prendere per mano altri: sono felice!  La persona che più mi ha segnato rugbysticamente é John Kirwan: mi ha insegnato a credere nei miei sogni e fissare grandi obbiettivi futuri: gli sarò sempre grato per la mentalità che mi ha dato. Sono una persone molto positiva e ottimista che cerca sempre la soluzione mettendosi in gioco”.