Martedi 6 Dicembre

La storia del Golf: le curiosità che non sapete sulle origini del nobile sport

Dalla paganica romana al kolf: da dove nasce il Golf, questo sport di fonte aristocratica, elegante e distinta?

Quando pensiamo al golf, la maggior parte delle volte, ci vengono in mente pacifici paesaggi, distese di verde e un  giocatore  distinto, di mezz’età ed elegante  in compagnia del suo caddy  che sul tee si accinge a sferrare il suo primo colpo. Pensiamo al golf e alla notorietà di questa disciplina collegando immagini sempre più  popolari di sportivi  come Tiger Woods, Phil Mickelson, Bubba Watson, Rory Mcllroy  e Sergio Garcia che negli ultimi anni  prendono sempre più posto in tv, tra tabloid e riviste specializzate; le loro espressioni rilassate e apparentemente divertite richiamano l’attenzione di migliaia di neofiti, appasionati e di tutti coloro che rimangono affascinati da questo sport.

29th June 1956: American golfer Sam Snead (1912 - 2002) with his son Jackie whilst warming up for a Canada Cup golf game. (Photo by Evening Standard/Getty Images)Insieme alle loro nitide immagini ed elitarie espressioni  si associa facilmente il golf alla rilevanza economica in campo di ogni atleta, che oltre alle capacità tecnico-sportive, viene ricordato per l’elevatissimo  giro d’ingaggi, montepremi e sponsor percepiti. Non sono pochi, anzi sono migliaia i dollari che accompagnano la storia di questo sport dalle antiche tradizioni aristocratiche. Piace farci sfiorare dal vento e dalla misteriosa calma di una disciplina di fonte aristocratica, elegante e distinta. Sappiamo che ancora oggi qualcuno, ironicamente,  insiste nel non volere attribuire a questa disciplina il titolo di sport ma esso rientra a pieno titolo come una disciplina sportiva: è infatti uno sport di precisione. E’ pratica di concentrazione, un esercizio teso alla ricerca dello swing perfetto, una coordinazione eccellente in una cornice incantata.

Probabilmente è l’unico sport in cui la condizione indispensabile per giocarlo sia l’onestà e l’ integrità morale del giocatore. Il golf è sport dalle tradizioni forti, di fonte nobile e come ogni nobile sport ha una storia con delle origini importanti.

Le origini del golf

golfansa80220162604105704_bigL’origine del golf, piuttosto frammentaria,  rappresenta per gli storici una disputa ancora aperta. I più radicali la fanno risalire alla paganica romana, un gioco in cui una palla di pelle riempita di piume veniva colpita con dei bastoni. Altri ricercatori hanno recentemente associato il golf ad una pratica cinese risalente alla dinastia dei Tang (618-907 d.C.), altri ancora al periodo della dinastia Song (960-1279 d.C.),  dove dalle prime raffigurazioni, in un gioco chiamato chuìwàn, si ritraggono uomini praticare una sorta di “minigolf”.

Grazie alle loro migrazioni, alcuni studiosi credono si sia poi evoluto in Olanda, durante il Medio Evo, attraverso  il “kolf”, come testimoniano alcuni quadri fiamminghi. Kolf che tradotto significa appunto mazza/bastone, ed il gioco prevedeva l’utilizzo di una stecca di legno per colpire  una palla di cuoio ed imbucarla in un bersaglio distante centinaia di metri.

La Scozia successivamente lo adotterà come disciplina must della propria cultura, anche grazie alla realizzazione della codificazione del gioco stesso; diverrà e resta ancora oggi la patria del golf, infatti nonostante le controversie sulle effettive origini di questo gioco, si ritiene che il golf  inteso come disciplina con regole specifiche di gioco sia originario della Scozia e si sia poi diffuso nelle isole britanniche e di lì nel resto del mondo.

La prima testimonianza scritta dell’esistenza del golf è un decreto emanato nel 1457 dal  Giacomo II, re di Scozia, secondo cui “il football e il golf sono da abolire altamente e da non praticare“. Intenzione del sovrano era quella di mettere a bando un gioco che distoglieva l’attenzione dei sudditi dalla più utile pratica della guerra in cui era maggiormente raccomandato l’allenamento con il tiro con l’arco. Ci riferiamo ad un epoca complessa. Un’ epoca in cui la smania di predominio dei regni  davano vita ad aspre battaglie. Si narra che la plebe, sempre più esasperata dalla povertà e dall’esigenza di difendere i propri raccolti, inizio ad utilizzare delle mazze di legno per tenere lontani proprio i  temibili inglesi. Chissà? Sta di fatto che i clan del popolo furono la culla in cui la cultura gaelica e l’evoluzione di nuovi passatempi sportivi  poterono svilupparsi.

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Con gli Acts of Union del 1707 quella che era diventata la disciplina nazionale del paese celtico, prende sempre più piede anche in Inghilterra e nel resto d’Europa,  fermo restando che la paternità del golf è da attribuirsi alla Scozia perchè proprio qui  un club scozzese che codificò il primo regolamento ufficiale.

Il primo regolamento scritto della disciplina risale al 1754, quando viene anche fondato il Royal and Ancient Golf Club di St. Andrews, oggi più comunemente noto con l’acronimo R&A. Da quel momento in poi la Scozia ha  esportato in ogni angolo  del globo il gioco moderno del golf che tutti noi conosciamo.

Fa piacere però sapere che, uno sport come il golf,  mantiene dal lontano maggio del 1754 le sue 13 regole che ancora oggi  sono la base principale dei regolamenti moderni osservati in tutte le gare, sia a livello amatoriale che a livello agonistico. Ma se le regole non sono poi così tanto cambiate la situazione è ben diversa per quanto concerne le infrastrutture e gli spazi in cui si pratica. Dall’Italia agli USA, dal Sud Africa al Medio Oriente,  dall’Australia al continente Asiatico, ovunque sorgono campi da golf nei posti più impensabili: non solo distese in pianura ma anche colline, monti ed a ridosso delle coste e persino ai piani più alti dei grattacieli. Gli spazi ampi e liberi su cui si spostavano e si nutrivano gli animali è stato per anni l’ambiente ideale per il gioco.Vi sono strutture attuali in Scozia, Irlanda, Inghilterra che mantengono ancora questo legame con il field d’origine.  Altri club, invece, mirano ad avere campi progettati  da architetti di fama mondiale, con green sempre più vasti, e spazi provvisti di tutte le tecnologie più innovative  e  paesaggi artificiali  che  nulla hanno a che vedere con il contesto in cui  sorgono, lasciando sempre meno spazio alla natura ed agli ambienti incontaminati.

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I tempi cambiano, le attrezzature cambiano ed infine anche il modo di giocare cambia. Le prime mazze da golf erano fatte di legno, poi il Persimmon Americano grazie alla   sua durezza e resistenza fu preferito ad altri materiali, successivamente venne sperimentato anche il ferro. Nel corso degli anni anche la pallina cambiò e fu introdotto il “gutty” intorno al 1850. La più recente tecnologia per le mazze da golf prevede l’uso della grafite per i bastoni e delle teste di titanio.

Il golf cambia così come i giocatori cambiano. Si è arrivati oggi a parlare di grandi giocatori di golf del passato, pionieri e mentori moderni del calibro di Samuel  Snead, Harry Vardon,  Walter Charles Hagen  ed Jack Nicklaus. Oggi, introiti milionari esorbitanti che fanno comprendere come gli interessi nel mondo del golf vanno ben oltre la semplice mazza e pallina.

WALTER-HAGENCiò che è certo è che è uno sport estremamente affascinante non tanto dal punto di vista atletico ma perchè può essere praticato in qualsiasi stagione  ed  a differenza di quasi tutti gli altri sport, non conosce limite d’età. Dal 1860 in poi i tornei di golf nel mondo si sono moltiplicati, la disciplina, prima ad uso e consumo quasi esclusivo della nobiltà e della borghesia, ha acquistato un carattere sempre più internazionale e si prospetta un futuro più roseo vista la decisione recente del Cio di reintrodurre il golf tra le discipline olimpiche a partire dal 2016.