Venerdi 9 Dicembre

La Cuba che non c’è più: un nuovo inizio o una triste fine?

Da Juantorena a Stevenson: gli atleti che hanno cambiato la storia della Cuba sportiva

C’è chi dirà che siamo inguaribili malati di nostalgia. E forse è vero. Che male ci sarebbe, in caso? Certo, a leggere notizie come quella che annuncia Gisele Bundchen in posa, con tanto di basco alla Che Guevara, sul Paseo del Prado de L’Avana, si resta colpiti da come tutto, sull’isola, stia cambiando a ritmi frenetici. Sapere che oltre alla modella più famosa del mondo siano presenti a Cuba anche Vin Diesel e Tilda Swinton, non fa che accrescere il senso di straniamento e la sensazione di fortissima nostalgia. Nostalgia sportiva, la nostra. Nostalgia perché la sensazione è quella di aver perso per sempre la possibilità di ammirare le gesta di veri sportivi. Di veri, semplici, onesti sportivi. Non bisogna dimenticarlo, mai, che Cuba ha regalato la gioia, a tutti gli amanti dello sport, di godere delle imprese di atleti come Alberto Juantorena, Javier Sotomayor, Teofilo Stevenson. Chi erano?

Alberto JuantorenaAlberto Juantorena, fisico statuario, elegante e raffinato, “è stato vincitore di due medaglie d’oro ai Giochi olimpici di Montréal 1976, ed è stato il primo, e finora unico, atleta in grado di vincere sia i 400 che gli 800 metri piani nella stessa edizione dei Giochi olimpici (lo dice wikipedia, quindi è vero!)”.

Javier SotomayorJavier Sotomayor, alto, snello, bello, “atleta specializzato nel salto in alto e attuale detentore dei record del mondo maschile outdoor e indoor della specialità, è considerato il più grande saltatore in alto di tutti i tempi, è vincitore di una medaglia d’oro ai Giochi olimpici, di due ori ai mondiali all’aperto, di quattro ori ai mondiali indoor e di tre ori ai Giochi panamericani. È stato il dominatore della specialità dalla fine degli anni ottanta fino alla fine del XX secolo (lo dice sempre wikipedia, quindi anche questa è pura verità)”.

Teofilo StevensonTeofilo Stevenson, pugile, uno che si allenava a fare il pugilato danzando, con la musica in sottofondo, di lui wikipedia dice “importante protagonista della boxe dilettantistica, il secondo pugile della storia a vincere tre medaglie d’oro ai Giochi olimpici”. E qui torniamo, per chiudere, sul discorso iniziale della nostalgia. Siamo nostalgici, è vero. Siamo e saremo sempre nostalgici di atleti come quelli cubani, atleti come Teofilo Stevenson, che nella sua vita disse no al professionismo e a un contratto da 5 milioni di dollari, affermando questo: “cosa valgono 5 milioni di dollari se ho l’amore di 8 milioni di cubani?” Beh, sì, di persone e di atleti come questi siamo orgogliosi di essere nostalgici. E molto.