LaPresse/Reuters

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Rafa Nadal si appresta a fare il suo esordio questa sera agli Internazionali di Roma coantro il tedesco Kohlschreiber.  Il tennista maiorchino spiega di essersi riposato dopo Madrid e di aver recuperato dal lieve problema al polso: ”Dopo Madrid mi sono fermato per un paio di giorni. Sono arrivato a Roma solo ieri, mi sono allenato e spero di essere pronto per l’esordio e di riuscire a fare del mio meglio. Il polso fasciato in allenamento? Ho avvertito un fastidio a Madrid, nulla di più. Sono sicuro che non è nulla di serio”.

Roma per Nadal rappresenta un posto speciale e non solo per i 7 successi negli ultimi anni (2005, 2006, 2007, 2009, 2010, 2012 e 2013): ”Roma non è speciale solo per me, ma per tutti i giocatori. Se questo non è un posto speciale, non so quale possa esserlo. È un torneo storico del circuito, uno dei più importanti. Per me è speciale perché qui ho vinto tante volte”.

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Alla domanda se l’essere nella stessa parte del tabellone di Djokovic gli ha fatto piacere, Rafa risponde: ”Se sono contento del possibile quarto con Djokovic? No, non sono contento di poterlo incontrare così presto (sorride, ma neanche tanto). Nell’ultimo mese ho vinto due titoli sulla terra ed ho fatto un’altra semifinale, tornei importanti, vittorie in match combattuti. Ma in ogni torneo le condizioni sono differenti, anche se conosco quello di Roma molto bene”.

Il maiorchino a differenza di qualche collega, dichiara di essere in Italia per vincere e non solo per prepararsi in visya del Roland Garros: ”Roma è un evento importante di per se non come preparazione in vista di Parigi. È un torneo storico. Ma questo vale anche per Monte-Carlo, Barcellona o Madrid. Non sono stato felice di giocarli bene perché pensavo al Roland Garros, ma perché stavo vincendo”.

LaPresse/Alfredo Falcone

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Ultima battuta di Nadal sul dominio dei big che potrebbe essere spezzato da qualche giovane: ”I giovani? Non è successo ma succederà. Se non quest’anno magari l’anno prossimo, ma accadrà. Il ricambio ci sarà. O la generazione successiva alla nostra non è sufficientemente buona o la vecchia generazione, cioè la nostra, è davvero troppo buona! Un nome? Raonic. Ok, ha già 25 anni, non è abbastanza giovane…allora Kyrgios, e Zverev”.