Martedi 6 Dicembre

Internazionali di Roma: i segreti di Rafa Nadal, 7 volte campione al Foro Italico

LaPresse/Alfredo Falcone

A Roma nessuno ha mai fatto meglio di Rafael Nadal: ecco alcune delle chiavi del suo successo

Roma è in festa. Finalmente è arrivato il momento degli Internazionali di Italia. I campioni stanno arrivando nella città eterna.

LaPresse/Alfredo Falcone

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Di tutte le stelle che sono passate per la terra battuta del Foro Italico  ce n’è una però che ha brillato più di tutte. Ovviamente stiamo parlando di Rafa. Nadal ha vinto a Roma ben 7 volte. Più di lui nessuno mai. Qual è però il suo segreto?

baby nadalNato a Manacor (Maiorca), fin da piccolo ha sempre avuto una certa propensione per lo sport. Oltre al tennis praticava con buoni risultati anche il calcio (uno dei suoi zii giocava nel Barcellona): “amava la responsabilità del gioco di squadra, aveva un anno in meno degli altri bambini ma si dava da fare e correva più di tutti: era un esempio”, racconta lo zio-coach Toni. E proprio questo suo darsi da fare, questo suo dare sempre il 1000 per 100 è una delle chiavi del suo successo tennistico. Nadal infatti non era il classico talento naturale, uno a cui madre natura aveva regalato già tutte le frecce del suo arco. Non aveva quel colpo magico che permette col minimo sforzo di raggiungere il massimo risultato vincendo agilmente ogni match. Uno svantaggio? No, è proprio per questo che fin dalle sue prime partite ha imparato a lottare e a sacrificarsi per la vittoria. E’ così che ha forgiato la sua corazza da lottatore imparando il valore della resilienza ovvero la capacità di andare avanti nonostante tutte le difficoltà che si possono incontrare.

LaPresse/Alfredo Falcone

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E’ così che ha piantato le basi che gli hanno permesso di affrontare match lunghi e difficili come quello di più di 5 ore contro l’argentino Coria che l’ha incoronato re di Roma per la prima volta a soli 18 anni e di ripetersi poi l’anno successivo in un’altra finale epica contro Federer. Lui, i dardi se li è creati da solo: con l’impegno, con il sudore, con la disciplina ferrea e soprattutto con quella voglia di migliorare SEMPRE: anche dopo il suo più grande successo. Il sapere di non sapere: Rafa ha fatta sua la filosofia di Socrate. Non ha mai smesso di apportare modifiche al suo gioco, anche quando era numero 1 non si è mai sentito arrivato: sempre consapevole che la perfezione può essere solo sfiorata e mai raggiunta. I suoi colpi sono in continua evoluzione. Provate a guardare un video del suo servizio anni fa: noterete delle modifiche non indifferenti.

La forza mentale di Rafa sta anche nella positività di pensiero che zio Tony è riuscito a imprimergli. Perde un punto? Nessuna paura, rimosso già il triste evento dalla memoria la sua testa è già proiettata a trovare la soluzione migliore per portare a casa il 15 successivo. In questo modo anche se pochi punti lo separano dalla debacle riesce a non perdere mai la speranza di vincere. E’ troppo impegnato a macinare gioco per farsi sfiorare da pensieri negativi e così il più delle volte non perde proprio!

Un aneddoto divertente? Quando Rafa era bambino zio Toni oltre ad essersi spacciato per un ex campione di tennis che aveva vissuto in Italia (e per questo il nipote lo chiamava zio Natali)  per far avere al piccolo Nadal più fiducia nei suoi mezzi si era addirittura finto un mago: “non preoccuparti Rafa, se il tuo avversario sarà più forte farò venire la pioggia”, gli raccontò un giorno. Ironia della sorte, proprio mentre Rafa stava perdendo uno dei suoi primi match, questo fu sospeso per pioggia. Rafa, che alla favola del mago ci aveva creduto, spaventato andò a cercare lo zio “zio zio, puoi far smettere di piovere,credo di poterlo battere!”.