Venerdi 9 Dicembre

Internazionali di Roma, delusione Djokovic: “la pioggia mi ha frenato, ho rischiato la distorsione”

LaPresse/Alfredo Falcone

Djokovic, dopo la sconfitta contro Murray, analizza diversi aspetti del torneo e chiarisce la discussione avuta con l’arbitro

LaPresse/Xinhua

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Djokovic è uscito perdente dalla finale degli Internazionali di Roma contro Andy Murray e in conferenza stampa analizza diversi aspetti del torneo e della finale. La prima domanda è scontata, com’è il “day after” dopo una sconfitta e Nole risponde così: “beh, ci si allena sempre la mente in modo da pensare positivo e trascurare la stanchezza e tutte le sensazioni negative del corpo. È stata una settimana lunga, specialmente gli ultimi due giorni. Sapevo che era difficile oggi competere sulla corsa con Andy che ha giocato tutta la settimana a un livello molto alto. Competere sullo scambio lungo ha richiesto molto più energie e sarebbe stata necessaria una prestazione migliore per vincere. Andy ha meritato di vincere il torneo perchè è stato il miglior giocatore“.

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Djokovic esprime poi il suo pensiero sulle prestazioni di Murray sulla terra rossa: “penso che usi meglio il campo, ha più varietà negli scatti sul gioco di base. Le vittorie di Madrid e Roma lo dimostrano. In Francia le condizioni sono più veloci e più congeniali a lui, sono sicuro che sarà molto motivato a fare bene“.

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Il numero 1 del Ranking ATP analizza così il suo torneo: “sono contento di essere riuscito a raggiungere la finale, perché un paio di partite ho dovuto recuperare da un set di svantaggio. Tutto sommato è stato un torneo positivo dopo il ritiro da Montecarlo, ho bisogno di questo tipo di risultati, vincere tornei e giocare le finali è grande. Ho ottenuto quello che cercavo: un sacco di partite e la fiducia di giocare sulla terra che è esattamente quello che mi serve per il Roland Garros“.

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Djokovic negli ultimi due tornei ha affrontato avversari che hanno avuto modo di riposare più di lui. Sulla questione del recupero il serbo si esprime così: “beh, questo è un argomento di discussione ormai da anni. In molti tornei è la TV a determinare la pianificazione. Per esempio a Cincinnati erano le 11:00 o le 12:00, qualcosa di simile. Mi ricordo di aver giocato con Andy un paio di anni fa la semifinale a Indian Wells alle 10:00 o alle 11:00. Questi orari sono ridicoli per questo livello di tennis professionistico“.

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In merito alla discussione con l’arbitro Djokovic dichiara: “non ho chiesto di rinviare la partita, ma di avere un po’ più di tempo a disposizione nei cambi campo quando ha cominciato a piovere. Questo perchè c’era la gente che si stava cambiando e ovviamente si muoveva sugli spalti. Ma anche perchè il campo era molto pesante e fangoso specialmente sulla linea di fondo. Il giudice di sedia sapeva che la previsioni erano buone. Non c’era alcuna ragione per non fermarsi qualche minuto in più, per aspettare che il campo tornasse in buone condizioni. In tre partite ho rischiato la distorsione alla caviglia almeno due-tre volte. Questo gli ho detto, e gli ho chiesto anche se era necessario che qualcuno si infortunasse per fermare un po’ il gioco. Per me è anche ridicolo che il giudice di sedia, che non porta le scarpe da tennis e indossa le scarpe casual, possa scendere sul campo per dire se è buono o no. Adesso ci ridiamo ma non è questione solo di vincere o perdere. È questione di evitare infortuni“.

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Ultima domanda sul warning preso da Nole: “beh, guarda, succede. Questo tipo di partite sono importanti per entrambe i giocatori. C’è molto in gioco. Ovviamente quando si arriva a giocare una finale e si vuole vincere, a volte si diventa troppo emotivi. Ho sbattuto la racchetta a terra ed è rimbalzata al di là della recinzione e mi sono preso immediatamente un avvertimento. Si vede che il giudice di sedia era in forma oggi e voleva mostrarmi subito la sua autorità. Complimenti a lui“.