Domenica 11 Dicembre

Il commovente racconto di papà Nibali: “quella foto di Rosario e lo scatto decisivo”

LaPresse/ Fabio Ferrari

Salvatore Nibali racconta le emozioni dopo la vittoria di Vincenzo nella tappa di ieri del Giro d’Italia e la telefonata con Stello, papà di Rosario

Grandissime emozioni ieri al Giro d’Italia. Spaventose cadute e incredibili vittorie. A far commuovere tutti è stato Vincenzo Nibali che ha tagliato per primo il traguardo della tappa che portava da Pinerolo a Risoul. Scene uniche, che tutti gli appassionati di ciclismo ricorderanno sempre, anche nel caso in cui questo Giro d’Italia dovesse finire così, con Chavez maglia rosa e Vincenzo Nibali al secondo posto.

LaPresse/Belen Sivori

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Come Vincenzo e tutti i suoi fan, anche suo padre Salvatore, dalla casa di Messina, ha provato delle emozioni incredibili. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, il papà di Vincenzo ha raccontato cosa è successo dopo la tappa di ieri: “ho seguito la tappa in diretta tv qui a Messina. Io, mia moglie Giovanna, mia figlia Carmen, mio genero e nonno Vincenzo, quasi 91 anni. Quando è finita, ho chiamato subito Stello (padre di Rosario Costa, giovane ciclista della squadra di Nibali morto due settimane fa a causa di un incidente stradale, ndr)“, ha raccontato Salvatore Nibali. “Stello piangeva. Era quasi come se si aspettasse la mia telefonata. Mi ha detto che pure lui stava vedendo la tappa e a un certo punto ha messo la foto di Rosario appoggiata al televisore. In quel momento, Enzo ha piazzato lo scatto vincente. Proprio in quel momento. Un segno del destino, mi ha detto Stello, che faceva fatica a trovare le parole. Rosario sarebbe diventato bravo in bici. Era appassionato e un ragazzino d’oro. Le nostre famiglie erano state assieme quest’anno anche a Pasquetta. Un bel pranzo, al ristorante. Una bella giornata. C’erano anche Enzo e la moglie Rachele“, ha aggiunto.

LaPresse/Belen Sivori

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Papà Salvatore poi torna a parlare di Vincenzo: “forse neanche me lo merito un figlio così. Ha un cuore grande come una casa. Carlo Franceschi (il d.s. della Mastromarco, la squadra-culla di Nibali da dilettante, ndr) da piccolo l’ha fatto diventare un uomo. Nessuno l’ha capito fino in fondo, ma non è stato facile per Enzo correre dopo la morte di Rosario. L’ho sentito in questi giorni, aveva un peso. E adesso? Non dico niente…“, ha concluso.