Martedi 6 Dicembre

Giro d’Italia: lo spot del 2016 “contro la Moto Gp”! Scoppiano le polemiche [VIDEO]

Scoppiano le polemiche: lo spot del Giro d’Italia 2016 trasmesso nelle reti Rai va “contro la Moto Gp” e i fan dello sport motoristico non ci stanno!

Manca ormai veramente poco alla 99esima edizione del Giro d’Italia. L’attesa cresce sempre più: i tifosi non vedono l’ora di vedere i loro ciclisti preferiti sfidarsi nelle strade italiane per cercare di conquistare l’ambita maglia rosa e, ovviamente, il trofeo finale. Viene mandato quindi a ripetizione in tv lo spot che ricorda a tutti che una delle più importanti corse a tappe del mondo sta per iniziare, e dove è possibile seguirla.

giro d'italia 2016 Il Giro d’Italia verrà trasmesso dalle reti Rai, ma lo spot della “Corsa Rosa” ha fatto nascere diverse polemiche. Nello spot pubblicitario infatti si intuisce, tra le righe, un confronto con la Moto Gp: “vicino a loro alla partenza non vedrete mai bellissime donne con l’ombrello,quando piove le gare non vengono mai interrotte, non indossano tute integrali per proteggersi“, dice la voce “narrante”. “Sono i grandi eroi del ciclismo, il VERO sport su due ruote“, si sente ancora. Tutti i fan della Moto Gp quindi, cogliendo le allusioni al loro amato sport, si sono scagliati immediatamente contro questa pubblicità. Anche la Federazione Motociclistica Italiana ha voluto dire la sua a proposito, con una nota pubblica: “da pochi giorni sui canali RAI sta passando uno spot relativo al grande impegno della stessa RAI nei confronti del Giro d’Italia di ciclismo che partirà prossimamente. Nello spot televisivo, oltre a definire il ciclismo come il ‘vero sport su due ruote’, si intuisce palesemente un parallelismo fra lo stesso ciclismo e il motociclismo. Esaltando il primo e penalizzando il mondo delle due ruote a motore. La Federazione Motociclistica Italiana si unisce alle molte proteste che sono spontaneamente emerse dal nostro settore contro lo spot televisivo che esalta il ciclismo in contrapposizione al motociclismo“. “Sono rimasto negativamente colpito da quello spot non solo perché il ciclismo viene definito come il vero sport su due ruote, ma soprattutto per la metodologia della contrapposizione: l’esaltazione di una specialità sminuendo, con continui riferimenti, il valore di un’altra è operazione superficiale e non corretta, forse realizzata da chi non conosce davvero bene né il ciclismo né il motociclismo. Due mondi preziosi e gloriosi per lo sport italiano che hanno, entrambi, scritto pagine epiche a livello internazionale. Motociclismo e ciclismo non si sono mai contrapposti perché nati dalla passione comune per quei valori che solo lo sport al più alto livello può esprimere. In definitiva uno spot che non rende merito a nessuno, ma che soprattutto danneggia l’immagine dei nostri piloti ed appassionati. Una caduta di stile inaspettata, soprattutto dalla RAI!”, ha poi aggiunto il presidente della FMI Paolo Sesti.